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Viabilità, Aristotele contro la politica dei ringraziamenti: “La manutenzione delle strade è un dovere, non un favore”

Il consigliere comunale di opposizione interviene dopo le recenti polemiche sui lavori alle strade provinciali. Nel mirino la tendenza ad attribuire meriti personali agli amministratori per interventi che rientrano nelle funzioni ordinarie degli enti pubblici.

La manutenzione di una strada può diventare un merito politico? Per Pino Aristotele la risposta è no. Il consigliere comunale di minoranza di Guglionesi Progressista interviene nel dibattito nato attorno ai recenti interventi sulla viabilità provinciale e lo fa con una riflessione che va oltre il caso specifico, chiamando in causa il rapporto tra cittadini, istituzioni e politica.

Nel suo intervento Aristotele critica apertamente quella che definisce una consuetudine sempre più diffusa: “La tendenza a esprimere ringraziamenti personali agli amministratori per interventi che rientrano pienamente nei doveri ordinari dell’ente”. Un atteggiamento che, secondo il consigliere, richiama logiche del passato. “Sotto mentite spoglie, ricorda il tempo in cui ci si toglieva il cappello davanti all’agrario”.

Il riferimento è agli interventi di manutenzione eseguiti sulle strade provinciali. Per Aristotele non si tratta di opere straordinarie né di concessioni particolari. “La manutenzione della viabilità provinciale non costituisce un atto discrezionale né un favore concesso alla comunità, ma una funzione essenziale prevista dalla normativa e finanziata con risorse pubbliche“. Per questo motivo, aggiunge, “è un dovere civico, un atto politico nel senso vero della parola”.

Il consigliere sottolinea inoltre che molti di questi lavori arrivano dopo anni di richieste e segnalazioni. “Quando tali interventi arrivano dopo anni di richieste e sollecitazioni, costituiscono un mero atto dovuto, non un risultato straordinario, come si cerca di farlo passare”.

Nel mirino c’è anche la personalizzazione delle decisioni amministrative. “È paradossale dover ricordare che le decisioni in materia di viabilità sono assunte dagli organi della Provincia, non da singoli amministratori”. E ancora: “Un assessore, da solo, non può deliberare né determinare interventi. Il merito, ammesso e non concesso l’uso di questa parola, semmai è dell’ente nel suo complesso, non della persona”.

Da qui la critica a una certa narrazione politica che, secondo Aristotele, rischia di alterare il rapporto tra istituzioni e cittadini. “Attribuire un carattere meritorio a ciò che è un obbligo istituzionale rischia di alimentare una cultura della personalizzazione e del favore”. Una deriva che, a suo giudizio, finisce per indebolire la consapevolezza dei diritti dei cittadini e il corretto funzionamento delle istituzioni.

Il consigliere distingue chiaramente tra ordinaria amministrazione e risultati eccezionali. “Il riconoscimento pubblico è doveroso quando si realizzano azioni innovative, quando si superano criticità complesse, quando si introducono miglioramenti significativi nella qualità dei servizi”. Diverso è il caso della manutenzione ordinaria: “È un diritto della comunità e un compito dell’ente, non un gesto da interpretare come concessione”.

Aristotele parla di una “decadenza della responsabilità civica” e di una stagione che, a suo dire, ha tradito molte delle aspettative di cambiamento. “I richiami al giovane e al nuovo oggi appaiono per quello che sono: le mode populiste del momento“. La conclusione è affidata a un principio che il consigliere considera fondamentale: “Le istituzioni operano nell’interesse generale e la loro efficacia si misura nella regolarità, nella tempestività e nella continuità delle azioni, non nella straordinarietà degli interventi”.