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Tumore della vescica, al Cardarelli eseguita la prima cistectomia radicale robotica del Molise

L’intervento su un paziente di 70 anni affetto da neoplasia infiltrante e da gravi patologie cardiache. Utilizzata la chirurgia robotica per ridurre il rischio operatorio e le complicanze post-operatorie

Per la prima volta in Molise è stata eseguita una cistectomia radicale robotica, uno degli interventi più complessi della chirurgia urologica oncologica. L’operazione è stata effettuata all’ospedale Cardarelli di Campobasso su un paziente di 70 anni affetto da tumore infiltrante della vescica e contemporaneamente gravato da un quadro clinico particolarmente delicato per la presenza di importanti patologie cardiache.

La cistectomia radicale consiste nella rimozione completa della vescica colpita dal tumore. Nel caso affrontato al Cardarelli, l’intervento è stato completato con una ileocutaneostomia, una procedura che consente la derivazione delle urine utilizzando un segmento intestinale.

Al di là del primato regionale, l’aspetto più rilevante riguarda il profilo del paziente. La presenza di una grave cardiopatia rendeva infatti particolarmente elevato il rischio legato a una chirurgia tradizionale. In questo contesto la tecnologia robotica ha consentito di affrontare l’intervento con un approccio meno invasivo, garantendo una maggiore precisione chirurgica, una riduzione delle perdite ematiche e un minore impatto sull’organismo durante il decorso post-operatorio.

L’intervento è stato eseguito dal professor Vincenzo Altieri, chirurgo urologo con una lunga esperienza nel settore, insieme all’équipe multidisciplinare del Cardarelli composta da anestesisti, infermieri di sala operatoria e personale di reparto.

Cistectomia robotica Cardarelli

“Questo intervento rappresenta una tappa importante per l’urologia e per la sanità molisana”, ha spiegato Altieri. “Siamo riusciti a trattare una neoplasia infiltrante e aggressiva in un paziente che, per le sue condizioni cardiache, avrebbe affrontato rischi molto elevati con un approccio chirurgico tradizionale. La tecnologia robotica ha avuto un ruolo fondamentale, ma il risultato è stato possibile grazie al lavoro coordinato di tutte le professionalità coinvolte”.

Secondo il chirurgo, il valore dell’intervento non è soltanto tecnico. “La soddisfazione più grande è aver consentito a un cittadino molisano di ricevere una prestazione altamente specialistica senza dover affrontare un trasferimento fuori regione”, ha aggiunto.

Negli ultimi anni la chirurgia robotica ha trovato applicazione crescente soprattutto nell’ambito dell’urologia oncologica, dove viene utilizzata per il trattamento di tumori della prostata, del rene e della vescica. La possibilità di operare attraverso strumenti miniaturizzati controllati dal chirurgo consente infatti movimenti estremamente precisi e una migliore visualizzazione del campo operatorio.

Cistectomia robotica Cardarelli

Per il Cardarelli l’intervento rappresenta un ulteriore passo nell’utilizzo delle tecnologie robotiche per la chirurgia ad alta complessità e amplia il ventaglio delle prestazioni che possono essere erogate direttamente in Molise. Un elemento particolarmente significativo in una regione che continua a confrontarsi con il fenomeno della mobilità sanitaria e con la necessità di offrire ai pazienti percorsi di cura sempre più completi senza ricorrere a strutture extraregionali.