Treni, il campo progressista incalza la Giunta: “Le risorse ci sono, ora servono scelte e tempi certi”
Il campo progressista (Pd, M5S, IV, AVS, PSI) ha presentato in Consiglio regionale una mozione per accelerare l’elettrificazione della tratta Roccaravindola-Isernia-Campobasso e ridurre i ritardi che rischiano di far slittare ulteriormente l’opera. Gravina e Salvatore puntano il dito contro l’assenza di iniziative da parte della Regione: “Le condizioni tecniche ed economiche per accelerare i lavori esistono già. Quello che manca è una forte volontà politica”. Chiesto un confronto immediato con RFI e Ministero, oltre a un monitoraggio costante dell’avanzamento dei lavori.
Far ripartire i treni da Campobasso prima del 2028 è possibile: ne è convinto il consigliere regionale Roberto Gravina (M5S), primo firmatario di una mozione con cui si chiede alla Giunta regionale di attivarsi per accelerare sull’elettrificazione della tratta ferroviaria Roccaravindola – Isernia – Campobasso affinché la linea torni attiva in anticipo.
Se ne è parlato questa mattina nella biblioteca del Consiglio regionale dove, alla presenza della capogruppo del Pd Alessandra Salvatore (sostenitrice della mozione appoggiata anche dal resto dei dem e dall’altro pentastellato, Angelo Primaini), della sindaca di Campobasso Marialuisa Forte, del segretario dei Socialisti Marcello Miniscalco, di quello dei Verdi Piero Neri (e col sostegno di Italia Viva e Sinistra Italiana) il messaggio è stato univoco: se c’è volontà politica l’isolamento ferroviario può terminare e ci sono anche le risorse per farlo.
Tempi dei lavori inaccettabili, il crollo di una galleria e una seconda a rischio, costi lievitati e ritardi sono stati, fino a questo momento, la premessa di una situazione che ha di fatto tagliato fuori dai collegamenti ferroviari soprattutto il capoluogo di regione da cui nn partono treni né per Roma, né per Napoli e neppure verso la costa. L’unico in Italia a essere in queste condizioni. “Stiamo seguendo questa vicenda sia a livello parlamentare che regionale da oltre un anno e mezzo e quello che emerge è tutt’altro che incoraggiante – ha dichiarato Gravina -. La mozione — gemella di quella già depositata in Parlamento oltre un mese fa dai parlamentari del Movimento 5 Stelle — nasce in un momento cruciale: RFI ha di recente prorogato i termini della gara per l’adeguamento delle gallerie della tratta Baranello – Campobasso, facendo slittare di oltre un mese la fase di aggiudicazione. I fondi PNRR destinati all’intervento, pari a circa 210 milioni di euro, sono soggetti al termine perentorio del 30 giugno 2026 per l’impegno delle risorse.
Stando alle dichiarazioni di RFI, la messa in esercizio non è prevista prima della fine del 2028. Ma chi ha un minimo di esperienza nei lavori pubblici sa bene che “fine 2028″ significa probabilmente fine 2029. Un anno in più che il Molise non può permettersi” ha aggiunto Gravina.
L’iniziativa non si limita a denunciare i ritardi: porta con sé una proposta tecnica concreta. “Abbiamo verificato carta alla mano che un’accelerazione è possibile, e i dati sono rinvenibili direttamente dal sito di RFI. Il disciplinare di gara lo prevede espressamente a pagina 11: ci sono le condizioni tecniche ed economiche per richiedere al vincitore della gara un programma di lavori accelerato, anche mediante un maggiore impiego di forza lavoro. Le risorse ci sono: stiamo parlando di un lotto del valore di 42,5 milioni di euro, con oltre 13 milioni disponibili tra le economie, destinati proprio a fasi di accelerazione o modifica dell’appalto, senza alcuna incidenza sulla regolarità giuridica dell’aggiudicazione. Ci aspettiamo che non appena l’impresa aggiudicataria firmerà il contratto, questa richiesta venga avanzata formalmente”.
Con la mozione, il Consiglio regionale impegna il Presidente della Giunta e l’Assessore competente — che ricopre anche il ruolo di consigliere del Ministro Salvini per le infrastrutture — su sei fronti: ottenere da RFI e dal Ministero delle Infrastrutture l’adozione di un programma di accelerazione subito dopo l’aggiudicazione; formalizzare in impegni vincolanti la disponibilità dell’AD di RFI a ridurre i tempi, con consegna della tratta fino a Campobasso entro il 2027; tutelare la posizione della Regione sui maggiori oneri del contratto di servizio con Trenitalia, imputabili a RFI; garantire un monitoraggio trimestrale in sede consiliare; convocare entro trenta giorni un incontro con i vertici nazionali di RFI aperto ai rappresentanti del Consiglio regionale.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche la consigliera Alessandra Salvatore (PD), che ha inquadrato la questione nella sua dimensione più ampia. “Isolare le aree interne del Molise e il suo capoluogo significa creare un danno all’intera regione. Siamo isolati sotto ogni punto di vista, e il Medio Molise paga un prezzo altissimo – ha dichiarato -. Su questo siamo tornati più volte, sia a livello parlamentare — con il lavoro dei colleghi del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle — che sul territorio, ragionando direttamente con le persone. In poche ore abbiamo raccolto oltre 3.000 firme: è un problema sentito, reale, trasversale”.
Un problema che, però, non sembrano avvertire come impellente i vertici di Rfi i quali, stando sempre a ciò che ha rivelato la Salvatore, non avrebbero neppure risposto alla richiesta di confronto su una questione che anche la sindaca Forte vorrebbe prospettare loro per far capire all’amministratore delegato quali conseguenze ha questo isolamento per chi vive e lavora a Campobasso.
Salvatore ha puntato il dito sulla mancanza di controllo che ha caratterizzato l’intera vicenda. “È mancato il controllo sull’attività di cantiere, è mancato il controllo su tutto quello che è stato preliminare all’attivazione della gara d’appalto. Le risorse per accelerare ci sono, la possibilità tecnica c’è, e un’accelerazione era stata anche anticipata verbalmente. Ma come sempre non troviamo riscontro nella documentazione anzi, gli atti ci dicono il contrario”.
La consigliera ha poi indicato con chiarezza dove si trova il nodo politico vero. “Dal Consiglio regionale possiamo fare attività di pungolo, di controllo, di sollecito, di denuncia. Ma se non c’è l’attivazione di chi governa la regione — del Presidente, di chi ha la delega su questi temi — perché il Governo nazionale e RFI dovrebbero muoversi? Deve arrivare un segnale chiaro e forte da parte loro. Questo è quello che manca”.
Il quadro si allarga oltre la tratta in lavorazione. Gravina ha richiamato l’attenzione anche sulla linea Campobasso – Termoli, chiusa da anni a causa di una frana, e sulle prospettive aperte dalla deroga al patto di stabilità europeo.
“La deroga impatta direttamente sulle risorse disponibili per investimenti infrastrutturali, inclusa l’elettrificazione ferroviaria. Sarebbe un errore non cogliere questa opportunità. Parliamo di una regione che oggi vive problemi seri anche sulla tratta Campobasso – Roma, e che ha una linea verso il mare completamente ferma da anni. È oggettivamente inaccettabile”.
Con opportune modifiche al tracciato e una migliore organizzazione delle corse, un collegamento rapido su Termoli è realizzabile e porterebbe benefici concreti anche al trasporto su gomma, alleggerendo i costi che oggi gravano in modo significativo sul bilancio regionale.
“La persona media dice: nessuno prenderebbe il treno se ci vuole un’ora e mezzo per arrivare a Termoli. Ha ragione. Ma con gli interventi giusti, quella percorrenza si può ridurre. E allora cambia tutto”.
“Le risorse ci sono, gli strumenti giuridici ci sono, la disponibilità di RFI è stata dichiarata. Quello che è mancato finora è la volontà politica della Giunta di farsi sentire davvero. È doveroso avere maggiore attenzione per questo territorio”. ha concluso Gravina.


