Terminal finito resta inaccessibile: la soluzione-ponte della Giunta Forte non piace al centrodestra
L’affidamento temporaneo alla municipalizzata Sea in attesa della gara voluta anche dal centrosinistra permetterebbe di iniziare a usufruire di servizi utili per i pendolari dopo la riqualificazione della stazione degli autobus di Campobasso. Ma il centrodestra si oppone chiedendo la revoca della delibera che darebbe per nove mesi le chiavi del Terminal alla società 100% comunale.
Le chiavi del Terminal bus recentemente riqualificato sono state riconsegnate al Comune di Campobasso – proprietario dell’infrastruttura – poche settimana fa. Per la sua gestione provvisoria, in attesa del bando di gara che lo affidi per un periodo lungo a un unico concessionario, la giunta di Marialuisa Forte, con delibera del 15 maggio scorso, ha pensato di mettere temporaneamente nelle mani della Sea, la sua municipalizzata, una parte dei servizi.
Una sala d’aspetto per i viaggiatori, l’apertura e la chiusura, i servizi igienici, la biglietteria: tutte cose che sono mancate fino a oggi minando per decenni la piena fruibilità del Terminal e il diritto alla mobilità e alla sicurezza degli utenti. A proporre all’Esecutivo la soluzione tampone è stato l’assessore più giovane della squadra di governo, Mimmo Maio che ha fatto un ragionamento semplice ed efficace: anziché tenerlo chiuso e attendere altri mesi per il bando, cominciamo a farlo funzionare davvero con la nostra Sea (che, ricordiamolo, è 100 per 100 comunale).

La delibera è chiarissima e ribadisce in più punti che si tratta di un passaggio momentaneo “nelle more dell’avviamento della relativa complessa procedura di gara e conclusione della stessa”.
Il concetto viene ripetuto in diversi passaggi della delibera in cui si spiega anche che alla Sea andranno 60mila euro per questo lavoro extra (e altri 6mila scarsi a un istituto di vigilanza privata). I soldi sono stati già trovati e andrebbe tutto bene se non fosse che il centrodestra, stavolta anche piuttosto compatto, sta facendo una durissima opposizione chiedono la revoca della delibera che ha affidato per nove mesi alla società in house Sea alcuni servizi.
Fratelli d’Italia ha presentato una mozione (che dev’essere ancora discussa in Consiglio) appoggiata anche da tutti gli altri partiti della coalizione. Unica eccezione la Lega.
Pur senza l’appoggio di Tramontano e De Lucia, i consiglieri Annuario, Pilone e Di Claudio sono in ottima compagnia. Con loro: Colagiovanni, Bozza, Esposito, Cefaratti, Sanginario, Montanaro, Di Giorgio (e ci sarebbe anche la condivisione di De Benedittis, Maroncelli e Pascale che hanno saputo della mozione facendo sapere che sono pronti a fare la loro parte in aula quando questa sarà votata).
Il caso, quindi, è diventato politico perché c’è sempre il solito scoglio dei numeri che ogni tanto la sindaca Forte deve superare cercando alleanze e mediazioni volute anche (e soprattutto) dal centrodestra che è estremamente frammentato al suo interno e ha addirittura meno voglia del centrosinistra di tornare anticipatamente al voto. O peggio ancora di amministrare senza contare nulla con un commissario al posto di una sindaca.
Considerando, però, che una affidamento ci sarà, cosa chiede il centrodestra? L’obiettivo dichiarato dai firmatari non è soltanto quello di ottenere la revoca dell’atto (Sea sarebbe incompetente e poi hanno espresso perplessità sul percorso amministrativo seguito, richiamando la disciplina degli affidamenti in house e lamentando il mancato coinvolgimento preventivo delle commissioni consiliari competenti), ma anche di sollecitare l’amministrazione ad accelerare la predisposizione degli atti necessari per l’affidamento della gestione complessiva del Terminal attraverso una gara ad evidenza pubblica.
Che è esattamente ciò che di dichiara anche nella delibera contestata dove non sembrano emergere particolari divisioni politiche: l’affidamento alla Sea è una soluzione transitoria, limitata a nove mesi. Nove mesi che devo ancora iniziare perché i nuovi servizi del Terminal restano inaccessibili.
Se giova a qualcuno questa nuova battaglia politica sicuramente quel qualcuno non è l’utente che non trova un bagno quando scende dall’autobus o una sala d’aspetto al fresco prima di partire.


