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Stop al lavoro sotto il sole nelle ore più calde: il Molise anticipa l’ordinanza anti-colpi di calore

Il presidente Roberti firma il provvedimento già a metà giugno, due settimane prima rispetto al 2025. Dal 17 giugno al 15 settembre divieto di lavorare all’aperto tra le 12.30 e le 16 nei giorni a rischio elevato. Riguarda cantieri, agricoltura e florovivaismo.

L’estate non è ancora ufficialmente iniziata, ma il Molise si prepara già ad affrontare una delle emergenze che negli ultimi anni è diventata sempre più frequente: lavorare sotto il sole nelle ore più torride della giornata. Per questo il presidente della Regione Francesco Roberti ha firmato l’ordinanza che vieta le attività all’aperto nei cantieri edili e nei settori agricolo e florovivaistico durante le ore più calde, quando il rischio di malori e colpi di calore diventa elevato.

La novità rispetto allo scorso anno è soprattutto una: il provvedimento arriva in anticipo. Nel 2025 l’ordinanza era stata firmata il 2 luglio, quando le prime ondate di calore avevano già investito gran parte del Paese. Quest’anno, invece, la Regione si muove dal 17 giugno, con circa due settimane di anticipo, segno che il tema non viene più considerato un’emergenza occasionale ma una condizione con cui fare i conti ogni estate.

L’ordinanza è infatti già in vigore e lo sarà fino al 15 settembre. Prevede il divieto di svolgere attività lavorative all’aperto dalle 12.30 alle 16 nei giorni in cui il sistema nazionale Worklimate segnalerà un livello di rischio “alto” per chi lavora esposto direttamente al sole e svolge attività fisica intensa.

In concreto, non scatterà automaticamente ogni giorno. Sarà necessario verificare le previsioni pubblicate sulla piattaforma Worklimate, il progetto sviluppato per monitorare il rischio da stress termico nei luoghi di lavoro. Quando la mappa indicherà il livello più elevato di pericolo, i lavoratori impegnati nei campi, nei vivai e nei cantieri dovranno interrompere le attività durante la fascia oraria individuata dall’ordinanza.

Dietro il provvedimento c’è una realtà che negli ultimi anni è diventata sempre più evidente. Le temperature elevate non rappresentano soltanto un disagio, ma un vero fattore di rischio per la salute. I colpi di calore possono provocare perdita di coscienza, gravi problemi cardiovascolari e, nei casi più estremi, conseguenze anche molto serie. A essere più esposti sono proprio gli operai edili, gli agricoltori e tutti coloro che trascorrono molte ore all’aperto svolgendo lavori fisicamente impegnativi.

Per le imprese il provvedimento comporterà una riorganizzazione degli orari. I turni dovranno essere adattati per evitare l’esposizione nelle ore più critiche, privilegiando le prime ore del mattino o la fascia pomeridiana successiva alle 16. Per le ore non lavorate potranno inoltre essere utilizzati gli strumenti di sostegno previsti dalla normativa, compresa la cassa integrazione nei casi consentiti.

La decisione della Regione arriva mentre le previsioni meteorologiche indicano già temperature superiori alla media stagionale e mentre il cambiamento climatico sta trasformando quelle che un tempo erano eccezioni in fenomeni sempre più ricorrenti. Se fino a pochi anni fa fermare il lavoro per il caldo poteva sembrare una misura straordinaria, oggi sta diventando una delle principali forme di tutela per migliaia di lavoratori che trascorrono le giornate sotto il sole.

Per chi lavora nei campi e nei cantieri, dunque, la novità più concreta è che nelle giornate considerate a rischio elevato la produttività dovrà lasciare spazio alla sicurezza. E quest’anno la Regione ha deciso di giocare d’anticipo.