Il miglior croissant d’Europa? Lo fa a Bojano un pasticciere allergico alla farina
A 32 anni Stefano Priolo rappresenta la sesta generazione di una famiglia di panificatori e pasticcieri. Premiato nelle competizioni internazionali e inserito tra le eccellenze del settore, ha scelto di restare in Molise per investire nell’attività di famiglia e formare nuovi talenti.
Quale potrebbe essere il colmo per un pasticciere? Essere allergico alla farina. E Stefano Priolo, volto della nuova generazione della pasticceria molisana premiata nel mondo, lo è. Tanto che la sua giornata è segnata da mascherine, “FP2 rigorosamente”, e guanti, come mostra avvicinandosi allo scaffale dove tiene anche questi tra gli oggetti del lavoro, nel suo laboratorio nella storica sede di Corso Amatuzio a Bojano, nel cuore della città matesina, alla fine di una giornata lavorativa che lo ha visto impastare.

Giovane, energico, appassionato, innamorato del suo lavoro, con la voglia di mettere le mani in pasta e non solo in quelle della pasticceria, ma anche in quelle della vita, basta che sia collegata ai lievitati e agli impasti. E proprio quella energia lo ha portato ad arricchire di esperienze e di concorsi il suo curriculum: ha portato a casa il premio come miglior croissant in Europa nel corso della 22esima edizione della coppa Europa della Boulangerie e poi il mondiale dove ha portato una scultura di pane in cui ha rappresentato il suo Molise: la fontana fraterna di Isernia, il campanile di Bojano, la strada romana del decumano, il Mammut, il logo della regione, le campane Marinelli e i murales di Civitacampomarano.

La sua voglia di fare è pari alla sua giovane età, di idee ce ne sono, come le ricette che sperimenta per portare in alto il nome della pasticceria molisana partecipando a competizioni internazionali che lo hanno consacrato nel panorama del settore di fronte ai grandi nomi con il Molise nel cuore e anche nelle mani, grazie ai prodotti del territorio e anche al legame con la sua terra che si è portato in vetta alla classifica di importanti eventi internazionali.

Stefano Priolo, 32 anni il 24 agosto nel giorno di San Bartolomeo, patrono di Bojano, rappresenta la sesta generazione della famiglia Priolo e del suo forno. “I miei avi facevano il pane per i signori durante la Guerra, mia nonna che era una pasticcera ha portato i dolci e io ho unito tutte e due le carriere, sono panificatore e pasticciere”. Il forno a legna è nascosto sotto al laboratorio nella storica sede che dal 2013 è diventata “Casa Priolo dal 1900” e ora è panificio, pasticceria e biscotteria.
Da quando era bambino ha trascorso giornate intere accanto al padre da cui ha imparato tutti i segreti del mestiere, poi il diploma a Campobasso in tecnologie alimentari, un curriculum di tutto rispetto ricco di partecipazioni, premi, concorsi vinti, collaborazioni, formazione, consulenze ad altre aziende che lo chiamano per i corsi e un nome portato tra i grandi del settore, che è diventato sinonimo di qualità. Con l’accademia di pasticceria iCook a Torino, dove è stato allievo dei migliori maestri pasticceri e panificatori di fama nazionale e internazionale, ha perfezionato la sua formazione e si è messo all’opera per portare le conoscenze a casa sua: le sue colombe, panettoni, cornetti e prodotti sono tra i più apprezzati, anche dai guru della pasticceria. Negli anni è entrato a far parte del club di panificatori noto a livello mondiale, il Club Richemont Italia, dal 2023 fa parte degli Ambassadeur du Pain e da quest’anno è entrato anche nel direttivo, il suo panificio è stato più volte inserito dal Gambero Rosso tra i migliori panifici d’Italia.

La sua forza è anche la sua casa, perchè Stefano torna sempre a casa, a Bojano, nell’attività di famiglia e punta su se stesso: “Ho scelto di investire sul territorio e su di me, sulla tradizione di famiglia e sulla continuità, anche grazie alla passione, perchè voglio rimanere qui, nella mia terra, per formare nuove generazioni”.
Nel suo laboratorio, arrivano anche ragazzi intraprendenti e studenti dall’Europa, “Ho fatto lavorare per sei mesi una ragazza francese, era bravissima, ha lavorato tanto e imparato benissimo, copiava tutto quello che facevo. Mi piace formare i ragazzi, vorrei farlo anche qui perchè credo in questo territorio, che ha tanto ma non investe, non crede in quello che ha e invece ci sono anche scuole alberghiere da cui bisogna prendere i ragazzi e insegnare loro il mestiere che si fa sui banchi di lavoro”.
Stefano Priolo è l’energia, la forza, la voglia di fare, la passione per un lavoro che si è tatuato anche sul polso destro, con due fruste che si incontrano a formare un cuore, e rappresenta l’eccellenza delle nuove generazioni, i giovani che vogliono fare, investendo su se stessi rimanendo a casa. “Ma per il compleanno che torta fai? Ci pensa la mia ragazza, può fare a sentimento, ma il mio dolce preferito è il tiramisù”.





