Caso Rocchia, per Gravina il primario è parte lesa. “Di Santo chieda scusa e Roberti non rinnovi il dg Asrem”
Il consigliere regionale, d’intesa col Pd e il collega Primiani, vuole discutere in aula il caso del primario del San Timoteo che stamattina ha fatto un passo indietro prima ancora di iniziare a lavorare per Asrem dove era stato nominato direttore sanitario, la terza carica più importante nell’azienda regionale. Gravina ha puntato l’indice contro il Dg Di Santo, ma sospetta che abbia orchestrato tutto il governatore Roberti.
Se la questione amministrativa sembra tramontata, la partita politica sulla nomina del dottor Nicola Rocchia alla direzione sanitaria dell’Asrem è più che mai attuale. Stamane il consigliere regionale Roberto Gravina (M5S) ha tenuto una conferenza stampa dopo aver depositato una interpellanza affinché si faccia chiarezza sulla normativa che regola l’inconferibilità degli incarichi. Ad appoggiarlo anche tutto il Pd regionale (presente la capogruppo Alessandra Salvatore) e il collega Angelo Primiani.
L’oggetto del suo atto resta in piedi nonostante, proprio un paio di ore fa, il primario del San Timoteo, che avrebbe dovuto prendere servizio dal 4 giugno, abbia rinunciato all’incarico che appena dopo l’annunciata delibera di nomina del direttore generale Giovanni Di Santo aveva sollevato molti dubbi.
Dubbi che, per certi versi, restano, a partire dal ruolo della Regione (“possibile che non sapessero nulla?”) e soprattutto del governatore Francesco Roberti che, a detto da Gravina, potrebbe aver addirittura sollecitato la decisione: “E’ chiaramente una scelta politica, nessuno può pensare che Di Santo abbia deciso in autonomia”.
Più granitica la certezza che il dottor Rocchia sia una vittima: “E’ parte lesa, lo hanno abbandonato, la vera responsabilità va cercata in Asrem”. Parole, quelle di Gravina, inequivocabili: “Rocchia, che è un professionista serio, avrebbe potuto anche non sapere della norma sulla sua inconferibilità (essendo stato candidato con la Lega nel 2023 non può ricoprire l’incarico di direttore sanitario in base a quanto stabilito dal decreto legislativo 39 del 2013), ma non poteva non saperlo il direttore generale”.
Una “leggerezza” imperdonabile quella di Di Santo che dovrebbe indurre anche Roberti a “non rinnovargli l’incarico di vertice all’Asrem il prossimo ottobre quando scadrà il suo mandato”.
Gravina ha infine precisato che se col predecessore di Rocchia, il dottor Giorgetta, non sono state sollevate le barricate è stato perché quest’ultimo aveva un “incarico ad interim per un periodo stabilito”. Tra l’altro Giorgetta è già in pensione e non sta ricoprendo più l’incarico di direttore sanitario, ruolo che, nelle more della nuova nomina dopo la rinuncia di Rocchia, è tornata nelle mani del direttore generale Di Santo.
Infine l’appello a Di Santo: “Chieda scusa a Rocchia e ai molisani”.


