Roberti loda Cefaratti, ma non lo difende fino in fondo: “Dimissioni sua scelta”
Il Governatore accetterà le dimissioni del suo assessore che resterà in Giunta rinunciando al banco del Consiglio dove andrà il primo dei non eletti della lista Patriciello (Il Molise che vogliamo). “Ogni decisione spetta a lui e noi la accettiamo con favore, non è mica il presidente che fa certi ragionamenti” ha detto Roberti di se stesso.
Gianluca Cefaratti, l’assessore al Bilancio e alle Politiche del Lavoro, era seduto tra i banchi della Giunta oggi, durante i lavori del Consiglio regionale. E’ rimasto al suo posto, come ha fatto dall’inizio della legislatura, chino sul telefono e senza rilasciare dichiarazioni.
Ha scelto il silenzio, oggi, dopo le esternazioni di ieri in cui ha annunciato le dimissioni dal Consiglio dove è entrato per la fiducia che oltre 2700 cittadini hanno riposto in lui. E’ destinato a diventare un esterno, a legarsi a doppio filo al presidente Francesco Roberti che potrebbe rimuoverlo senza che questo implichi il suo ritorno in aula dove, al suo banco, siederà Raimondo Fabrizio, primo dei non eletti della lista in cui Cefaratti si era candidato alle scorse elezioni regionali. Quel Molise che vogliamo che fa riferimento all’europarlamentare Aldo Patriciello.
Se le dimissioni ieri sembravano questione di poche ore, ad oggi non sono ancora state formalizzate. Cefaratti si è limitato a confermare che le darà rispettando la volontà del suo raggruppamento politico che gliele ha chieste.
Questo significa che il peso politico della lista Patriciello crescerà tra i banchi di via IV Novembre come evidenziato stamane dalle opposizioni che hanno duramente contestato il riassetto della Giunta (Armandino D’Egidio è subentrato a Michele Iorio e Roberto Di Baggio ad Andrea Di Lucente, entrambi gli ex assessori sono tornati in Consiglio mantenendo le stesse deleghe) e un inevitabile squilibrio tra potere legislativo (del Consiglio) ed esecutivo (della Giunta).
Micaela Fanelli in apertura dei lavori aveva anche presentato delle pregiudiziali sul nuovo assetto della Giunta regionale e sulle deleghe assegnate ad alcuni consiglieri di maggioranza, ma queste sono state respinte dalla presidenza “a norma dell’articolo 49 del Regolamento consiliare”.
Ma al di là della dialettica tra maggioranza e minoranza quello che forse ha colpito di più in questa giornata è stato l’atteggiamento del governatore Roberti che parla dell’ex sindaco di Campodipietra come del suo uomo migliore, salvo accettare, senza rumore, la sua decisione.
“Intelligente, serio, coscienzioso” sono solamente alcuni degli aggettivi spesi per Gianluca Cefaratti che continuerà a svolgere il suo lavoro (anche se in parte le deleghe saranno riviste in maggioranza) senza paracadute.
A Telemolise Roberti ha detto che si tratta di “scelte che competono a lui non al presidente” e pure che “ogni decisione spetta a lui e noi la accettiamo con favore” perché – parole sue – “non è mica il presidente che fa certi ragionamenti”.
Non sfugge a Francesco Roberti la conseguenza di questo suo ‘non ragionare’ sulle dimissioni, tanto che lo dice apertamente che ad ampliarsi sarà il “suo partito” cioè quel Molise che vogliamo che conterà un eletto in più, circostanza che potrebbe alimentare – e per certi versi lo ha già fatto – uno scontro con le altre forze di maggioranza.
E questo non fa mai bene a nessuna squadra di governo che vuole arrivare sana e salva alla fine della legislatura. A meno che i piani nei ‘ragionamenti’ politici di Roberti non siano altri.


