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Nodo ferroviario, scontro sul Protocollo con RFI: Felice contesta l’iter, Balice replica: “Lo studio è stato consegnato”

Il consigliere Nicola Felice contesta il percorso seguito dal Comune sull’accordo con RFI e sostiene che parte degli impegni previsti dal Protocollo del 2025 non siano stati ancora rispettati. Il sindaco replica: “Lo studio di fattibilità è stato consegnato”. Si riapre il confronto su uno dei progetti strategici per il futuro di Termoli

Dietro l’acquisizione delle aree ferroviarie attorno alla stazione, approvata dal Consiglio comunale, c’è molto più di una compravendita da circa 735 mila euro. C’è un progetto che da oltre vent’anni accompagna il dibattito sul futuro di Termoli: il nodo ferroviario, le opere di ricucitura urbana, i sottopassi, i sovrappassi, le barriere antirumore e gli interventi destinati a ridurre l’impatto della ferrovia sulla città.
È proprio questo scenario più ampio che è riemerso durante l’ultima seduta del Consiglio comunale, dove l’approvazione dell’accordo con RFI e FS Sistemi Urbani ha riacceso il confronto sul Protocollo d’intesa sottoscritto nel maggio 2025 tra Comune di Termoli, Gruppo Ferrovie dello Stato, Regione Molise e Ministero delle Infrastrutture.

A riportare la discussione sul terreno tecnico è stato il consigliere comunale Nicola Felice, che ha depositato agli atti una lunga dichiarazione nella quale precisa di non essere contrario all’acquisizione delle aree, definita un obiettivo “atteso da decenni”, ma contesta il percorso seguito dall’amministrazione e lo stato di attuazione degli impegni previsti dal Protocollo.

nicola felice vincenzo norante

Secondo la ricostruzione del consigliere, infatti, l’accordo del 2025 prevedeva due passaggi strettamente collegati. Il primo impegnava il Comune ad acquisire le aree ferroviarie limitrofe alla stazione. Il secondo affidava a Rete Ferroviaria Italiana il compito di predisporre uno studio di fattibilità sulla sistemazione del nodo ferroviario di Termoli, comprensivo degli interventi destinati a migliorare l’accessibilità e a mitigare l’impatto della linea ferroviaria sul tessuto urbano: sottopassi, sovrappassi, spostamento della sottostazione elettrica di viale Trieste, barriere antirumore e altre opere di compensazione.

È su questo secondo aspetto che si concentra la contestazione di Felice. Nella memoria depositata in Consiglio sostiene infatti che quello studio non sia stato ancora presentato e che, di conseguenza, il Comune stia procedendo con la parte dell’accordo che lo riguarda mentre gli impegni assunti da RFI sarebbero rimasti incompiuti. Da qui anche la richiesta di rinviare la delibera in commissione per acquisire ulteriori approfondimenti tecnici, economici e giuridici.

nico balice

Alla ricostruzione del consigliere replica però il sindaco Nico Balice, contattato da Primonumero. “Lo studio di fattibilità è stato consegnato. Proprio per questo ora possiamo ratificare in Consiglio il Protocollo”, afferma il primo cittadino, offrendo una lettura opposta rispetto a quella del consigliere e aprendo un confronto destinato con ogni probabilità a proseguire anche nelle prossime settimane.

Al di là del confronto politico, la vicenda pone interrogativi che riguardano direttamente la città. L’acquisizione delle aree ferroviarie rappresenta infatti soltanto uno dei tasselli di un progetto molto più ampio, destinato a incidere sulla viabilità, sull’accessibilità della stazione, sulla qualità della vita dei residenti e sul rapporto tra il centro urbano e la linea ferroviaria, soprattutto in vista del completamento del raddoppio della dorsale adriatica.

Nella sua dichiarazione Felice richiama anche l’attenzione sull’accessibilità dello scalo ferroviario, osservando che la stazione di Termoli è ancora priva di ascensori e scale mobili per raggiungere i binari dal secondo al sesto, e sostiene che anche questi interventi dovrebbero rientrare tra le priorità del confronto con il Gruppo Ferrovie dello Stato.

La discussione, insomma, sembra destinata ad andare ben oltre il voto espresso dal Consiglio comunale. Resta ora da approfondire il contenuto dello studio di fattibilità richiamato dal sindaco e verificare quale sia lo stato di avanzamento delle opere previste dal Protocollo del 2025, un documento destinato a incidere sul futuro assetto del nodo ferroviario di Termoli.