Il caso stasera a CHI L'HA VISTO?
|Ponte Trigno, la Procura frena la rimozione delle macerie chiesta da Anas: “Avanti con le ricerche per trovare il disperso”
A due mesi dal crollo che ha spezzato la Statale 16 e inghiottito Domenico Racanati, le ricerche proseguono tra la foce del Trigno e le campate collassate. ANAS ha chiesto di poter intervenire per avviare il ripristino dell’infrastruttura, ma la Procura di Larino chiarisce: prima bisogna trovare il disperso e accertare le responsabilità. Intanto il territorio continua a pagare il prezzo dell’isolamento.
Prima la verità giudiziaria, poi la ricostruzione. A due mesi dal crollo del ponte sul Trigno, la Procura di Larino chiarisce quale sia oggi la priorità assoluta: trovare Domenico Racanati e completare gli accertamenti investigativi sulle cause del cedimento che il 2 aprile scorso ha spezzato in due uno dei principali collegamenti della costa adriatica tra Molise e Abruzzo.
Nel frattempo ANAS ha avviato i primi passaggi formali per poter intervenire sull’area. Nei giorni scorsi l’azienda ha presentato alla Procura un’istanza per ottenere l’autorizzazione a effettuare rilievi tecnici e procedere alla rimozione delle macerie del ponte crollato.

Ma i tempi non saranno brevi. “Questa cosa si potrà fare solo nel momento in cui noi ci troveremo nella condizione di aver capito chi ha o può avere responsabilità nel crollo del ponte”, spiega la procuratrice capo di Larino, Elvira Antonelli.
Una posizione che lega inevitabilmente il futuro dell’infrastruttura all’andamento delle indagini e alle ricerche del 53enne di Bisceglie, ancora disperso.
Alla domanda su quanto tempo ancora potranno andare avanti le operazioni di ricerca, considerando anche l’esigenza di avviare la ricostruzione del ponte, Elvira Antonelli risponde senza esitazioni: “Finché sarà trovato il disperso. Ci sono esigenze investigative che allo stato non consentono di rimuovere le macerie. Si farà appena possibile”.
Parole che rivelano la volontà di dare una piena risposta alla famiglia, arrivando a eliminare tutti i dubbi sulla morte di Racanati collegata al crollo del ponte, e che fotografano una situazione complessa, nella quale si intrecciano tre esigenze diverse ma strettamente collegate: il ritrovamento di Racanati, l’accertamento delle responsabilità penali e il ripristino di un’infrastruttura considerata strategica per l’intero versante adriatico.
Le ricerche, intanto, non si sono mai fermate. Secondo quanto conferma la stessa procuratrice, gli accertamenti proseguono sia alla foce del Trigno sia nelle aree prossime alle campate collassate. Gli investigatori e i soccorritori stanno utilizzando apparecchiature specialistiche in grado di individuare la presenza di oggetti metallici anche in profondità.
Finora, però, ogni verifica ha dato esito negativo. “Le ricerche sono state fatte con esito negativo. Sono in uso attrezzature in grado di rilevare la presenza di oggetti metallici in profondità. Si continua a cercare senza sosta”, spiega Antonelli.
L’ipotesi resta quella che l’auto sulla quale viaggiava Racanati possa trovarsi ancora sotto le macerie o essere stata trascinata dalla forza dell’acqua verso la foce dopo il collasso della struttura.
Sul fronte giudiziario il fascicolo aperto dalla Procura di Larino continua a ipotizzare i reati di crollo colposo e omicidio colposo. Al momento non risultano persone iscritte nel registro degli indagati. L’inchiesta resta infatti a carico di ignoti.
Prima di qualsiasi intervento operativo sul ponte sarà inoltre necessario un tavolo tecnico che coinvolgerà tutti gli enti interessati alla gestione dell’emergenza e alla futura rimozione delle campate.
“Parteciperanno tutti gli enti che, per competenze specifiche, possono contribuire alla rimozione dei resti del ponte”, spiega ancora la procuratrice. “Sempre nel rispetto dell’obbligo che noi abbiamo di arrivare a una verità sulle cause del crollo”.
Nel frattempo il territorio continua a fare i conti con le conseguenze di una ferita che non è soltanto giudiziaria.
La chiusura della Statale 16 ha modificato le abitudini di migliaia di persone e ha colpito duramente le attività economiche della costa. A Petacciato Marina, Montenero Marina e lungo tutto il tratto interessato dal crollo, ristoranti, stabilimenti, attività commerciali e aree di servizio hanno registrato un forte calo dei flussi e della clientela. Molti spostamenti si sono trasferiti sull’A14, resa gratuita per l’emergenza, mentre residenti e lavoratori sono costretti quotidianamente a percorsi alternativi più lunghi e scomodi.
Per la ricostruzione del ponte sono già stati previsti 20 milioni di euro affidati ad ANAS nell’ambito dell’incarico disposto dal capo della Protezione civile Fabio Ciciliano, ma le stime tecniche circolate nelle ultime settimane indicano che il costo complessivo dell’intervento potrebbe essere sensibilmente superiore.
Mentre il territorio aspetta di riavere il suo ponte, la famiglia di Domenico Racanati continua invece ad attendere una risposta ancora più importante.

Proprio il 2 giugno, a due mesi esatti dalla tragedia, la figlia Angelica ha pubblicato un nuovo appello chiedendo trasparenza e informazioni sulle attività in corso. Una vicenda che nelle ultime ore è approdata anche all’attenzione nazionale con un approfondimento della trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?”, che ha ricostruito la storia del 53enne pugliese e le domande ancora aperte sulla sua scomparsa. Stasera su Rai Tre la trasmissione condotta da Federica Sciarelli dedica un servizio prorpio alal scomparsa di Mimmo Racanati.






