Novità nell'indagine
|Giallo di Pietracatella, arrivano gli esperti tedeschi delle tossine e faranno un nuovo sopralluogo a casa Di Vita
La Procura di Larino affida nuovi accertamenti irripetibili a un collegio internazionale di specialisti. Nei prossimi giorni previsto un nuovo sopralluogo nell’abitazione dove vivevano Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita. Coinvolto il Robert Koch-Institut di Berlino, uno dei principali centri europei per lo studio delle tossine biologiche.
La casa di via Risorgimento, a Pietracatella, torna al centro delle indagini sul presunto duplice omicidio di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita. A quasi sei mesi dalla morte delle due donne, la Procura di Larino ha disposto nuovi accertamenti tecnici irripetibili che porteranno nuovamente investigatori ed esperti all’interno dell’abitazione sequestrata subito dopo la tragedia.
La novità è rappresentata dal livello delle competenze scientifiche che verranno coinvolte. La procuratrice Elvira Antonelli ha infatti notificato alle parti l’intenzione di conferire un nuovo incarico collegiale a tre specialisti chiamati a svolgere ulteriori approfondimenti sulla ricina, la tossina individuata come causa dell’avvelenamento.
Il conferimento dell’incarico è fissato per il 29 giugno presso il Centro Antiveleni Maugeri di Pavia. Del collegio faranno parte Christian Herzog, direttore del Centro per i rischi biologici e patogeni speciali del Robert Koch-Institut di Berlino, Sylvia Worbs, specialista del laboratorio per le tossine biologiche dello stesso istituto tedesco, e Luca Morini, tossicologo forense dell’Università di Pavia.
Non si tratta di nomi scelti casualmente. Il Robert Koch-Institut è uno dei principali centri europei di riferimento per lo studio degli agenti biologici ad alto rischio e dispone di laboratori specializzati nell’analisi di tossine come la ricina. Proprio questa specifica competenza ha spinto la Procura a coinvolgere gli esperti tedeschi in una fase dell’inchiesta che appare sempre più orientata ad approfondire ogni aspetto scientifico legato alla sostanza che ha provocato la morte di madre e figlia.
Secondo quanto emerge dagli atti notificati alle parti, i nuovi accertamenti comprenderanno anche ulteriori verifiche all’interno della casa di Pietracatella. L’obiettivo sarà quello di ricercare eventuali tracce della tossina o altri elementi utili a ricostruire le modalità dell’avvelenamento.
La decisione arriva mentre gli investigatori continuano a lavorare su più fronti. Da una parte prosegue l’analisi delle testimonianze raccolte in questi mesi — circa 160 le Sommarie Informazioni Testimoniali verbalizzate — dall’altra continuano gli approfondimenti sui dispositivi informatici sequestrati e sulle relazioni personali delle vittime.
Restano inoltre attese entro la fine di giugno la relazione conclusiva della medico legale Benedetta Pia De Luca e le consulenze già affidate al tossicologo Carlo Alessandro Locatelli e al chimico forense Daniele Merli. Un insieme di accertamenti che dovrà aiutare la Procura a chiarire non soltanto le modalità dell’avvelenamento, ma anche aspetti ancora poco definiti di una vicenda che continua a presentare numerosi interrogativi.
L’inchiesta principale procede per duplice omicidio aggravato dalla premeditazione e dall’uso del mezzo venefico contro ignoti. Parallelamente resta aperto il fascicolo per omicidio colposo a carico dei cinque sanitari del Cardarelli di Campobasso che ebbero in cura Antonella e Sara nei giorni precedenti alla loro morte.
A quasi sei mesi dai fatti, il coinvolgimento di un istituto di ricerca tedesco specializzato nello studio delle tossine biologiche conferma la complessità scientifica di un’indagine che, fin dall’inizio, si è trovata a confrontarsi con una sostanza rarissima nelle cronache giudiziarie italiane e con un caso che gli stessi esperti hanno definito senza precedenti documentati nel nostro Paese.


