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Pietracatella, l’estate della verità: 70 campioni in Germania, prelevato sangue di Gianni e Alice e nuovo sopralluogo ad agosto

Dopo il conferimento degli incarichi al Centro Antiveleni Maugeri di Pavia prende forma il programma dei nuovi accertamenti della Procura di Larino. Da domani i reperti partiranno per Berlino, entro luglio saranno analizzati i campioni biologici delle vittime e ad agosto è previsto un nuovo sopralluogo nella casa di via Risorgimento.

L’inchiesta sul duplice omicidio di Pietracatella entra nella sua fase più delicata con un calendario di lavoro che accompagnerà investigatori e consulenti per tutta l’estate. Dopo il conferimento degli incarichi avvenuto ieri al Centro Antiveleni Maugeri di Pavia, la Procura della Repubblica di Larino ha fissato tempi e modalità dei nuovi accertamenti tecnico-scientifici destinati a chiarire come la ricina sia stata somministrata ad Antonella Di Ielsi e alla figlia Sara Di Vita, morte tra il 27 e il 28 dicembre scorso.

Le operazioni sono già iniziate questa mattina alle 8.30 al Maugeri e proseguiranno il 7 luglio nei laboratori del Robert Koch-Institut di Berlino, uno dei principali centri europei per lo studio delle tossine biologiche. Ai consulenti nominati dalla Procura — gli esperti tedeschi Christian Herzog e Sylvia Worbs, insieme al tossicologo forense dell’Università di Pavia Luca Morini — il pubblico ministero ha concesso 90 giorni di tempo per completare gli accertamenti.

Secondo il cronoprogramma definito durante il vertice di Pavia, entro la fine di luglio dovranno essere analizzati i campioni di sangue prelevati prima e dopo la morte di Antonella e Sara, i reperti biologici raccolti durante le autopsie e tutti gli altri campioni utili alla ricerca della ricina.

Questa mattina, sempre al Maugeri, sono stati sottoposti a prelievo ematico anche Gianni Di Vita e la figlia Alice, marito e sorella delle due vittime, componenti della famiglia sopravvissuti alla tragedia. Gli esami serviranno a verificare l’eventuale presenza di anticorpi contro la ricina, per accertare se anche loro possano essere stati esposti alla tossina. I risultati di questi accertamenti sono attesi entro la fine di agosto.

Da domani partirà invece per la Germania il materiale sequestrato nell’abitazione di via Risorgimento. Nei laboratori del Robert Koch-Institut saranno analizzati circa 70 alimenti, oltre a contenitori, stoviglie e altri reperti recuperati durante i sequestri effettuati dalla Squadra Mobile. Al momento non è possibile prevedere quanto tempo richiederanno queste verifiche, che dipenderanno dalla complessità delle analisi e dagli eventuali approfondimenti necessari.

Il programma prevede inoltre, nei primi giorni di agosto, un nuovo sopralluogo nella casa di via Risorgimento a Pietracatella dove vivevano Antonella e Sara. Gli specialisti tedeschi, insieme alla Polizia Scientifica italiana e con il supporto della polizia tedesca, utilizzeranno tecniche particolarmente avanzate per cercare eventuali tracce della tossina su mobili, indumenti e altri oggetti presenti nell’abitazione.

Al tavolo di Pavia erano presenti la procuratrice della Repubblica di Larino Elvira Antonelli, il questore di Campobasso Domenico Farinacci, il dirigente della Squadra Mobile Marco Graziano, il direttore del Centro Antiveleni Carlo Alessandro Locatelli, il chimico forense Daniele Merli, oltre agli interpreti incaricati di assistere gli esperti tedeschi. Per le parti offese ha partecipato l’avvocato Vittorino Facciolla, che assiste Gianni e Alice Di Vita e che ha nominato come consulenti di parte il medico legale Marco Di Paolo e il tossicologo Mauro Iacoppini. Presenti anche alcuni legali dei cinque sanitari dell’ospedale Cardarelli di Campobasso, iscritti nel parallelo fascicolo per omicidio colposo, che resta aperto accanto all’inchiesta principale per duplice omicidio aggravato dall’uso del mezzo venefico.

Facciolla

L’avvocato Vittorino Facciolla 

A sei mesi dalla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, il lavoro della Procura continua ad andare avanti su due binari: da una parte il lungo percorso investigativo che ha portato alla raccolta di circa 160 sommarie informazioni testimoniali e all’analisi dei dispositivi informatici sequestrati; dall’altra gli accertamenti scientifici che, tra Pavia e Berlino, proveranno a ricostruire il percorso della ricina e a fornire le risposte che ancora mancano su uno dei casi di cronaca più complessi degli ultimi anni in Europa.