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Pietracatella, emergono nuovi elementi nell’indagine. Locatelli: “Ricina unica sostanza compatibile con il decesso”

Le parole del tossicologo Carlo Locatelli all’Adnkronos spiegano come la ricina sia stata causa della morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita. Intanto l’inchiesta entra in una fase decisiva: riprendono le audizioni in Questura, emergono nuovi elementi investigativi coperti dal massimo riserbo e si attendono entro fine giugno le ultime perizie che potrebbero imprimere una svolta al giallo di Pietracatella.

A quasi sei mesi dalla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, il giallo che ha sconvolto il Molise entra in una fase cruciale. Mentre gli inquirenti attendono il deposito delle ultime consulenze tecniche e medico-legali, e in Questura prosegue la raccolta di testimonianze, arrivano le dichiarazioni del tossicologo Carlo Locatelli a rafforzare, ulteriormente, la pista della ricina come causa dell’avvelenamento.

In un’intervista rilasciata all’agenzia Adnkronos, Locatelli, direttore dell’Unità di Tossicologia dell’IRCCS Maugeri di Pavia e consulente ‘ a tempo’ della Procura di Larino (insieme al chimico forense Daniele Merli e col medico legale Benedetta Pia De Luca e il dottor Giovanni Battista Laterza (gastroenterologo) che già ne facevano parte) ha affermato che “la ricina è l’unica sostanza trovata nelle analisi compatibile con il quadro clinico osservato e con il successivo decesso” delle due vittime. Lo specialista, intervistato a margine di un congresso a Bologna, ha ribadito che il risultato è stato raggiunto dopo settimane di verifiche, controanalisi e controlli ripetuti per escludere qualsiasi margine di errore. Secondo il tossicologo, quello di Pietracatella potrebbe rappresentare uno dei primi casi documentati con un livello di accuratezza così elevato nell’identificazione della ricina in soggetti deceduti.

Carlo Locatelli

Ciò che al pool di esperti non è ancora chiaro è in che modo la sostanza sia stata assunta e anche se si tratta di ricina ricavata artigianalmente dai semi o se – questa seconda ipotesi sarebbe la più accreditata – si tratti di un prodotto di sintesi fatto in laboratorio e acquistato tramite canali illegali come il dark web.

Sono alcune delle risposte che stanno cercando gli investigatori: da lunedì sono riprese negli uffici della Questura di Campobasso le audizioni condotte dalla Squadra Mobile di Marco Graziano. Dopo una prima fase concentrata prevalentemente sulla cerchia familiare più stretta, gli investigatori stanno ora ampliando il raggio delle verifiche ad amici, conoscenti e persone che, a vario titolo, hanno frequentato la famiglia Di Vita-Di Ielsi negli ultimi mesi precedenti alla tragedia.

Rebus sulla prossima audizione di Laura Di Vita, la cugina di Gianni Di Vita (padre della vittima più giovane e marito di Antonella Di Ielsi) che dovrebbe essere risentita dalla Squadra Mobile in questa settimana.

Eppure, nonostante i tanti punti oscuri, starebbero emergendo alcune novità investigative. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo e nessuna informazione ufficiale trapela dagli uffici impegnati nell’inchiesta. Le fonti investigative non si sbilanciano e, come è naturale in una fase così delicata, evitano qualsiasi commento sugli sviluppi in corso. Tuttavia, secondo quanto si apprende, nelle ultime settimane sarebbero emersi elementi ritenuti meritevoli di ulteriori approfondimenti. Circostanze che avrebbero contribuito a imprimere una nuova accelerazione alle attività investigative.
Nessuno parla apertamente di svolta, ma negli ambienti investigativi cresce la convinzione che alcuni tasselli del complesso mosaico che circonda la morte di Sara e Antonella stiano progressivamente trovando una collocazione più definita. Gli accertamenti in corso, uniti all’attesa delle relazioni tecniche definitive, potrebbero quindi rappresentare un passaggio decisivo per il prosieguo dell’indagine.

Resta intanto sotto sequestro l’abitazione di Pietracatella, teatro degli ultimi giorni di vita di madre e figlia. La casa è ancora nella disponibilità dell’autorità giudiziaria da quasi sei mesi, ovvero dai giorni immediatamente successivi ai decessi avvenuti tra il 27 e il 28 dicembre 2025, e continua a rappresentare uno dei principali luoghi d’interesse investigativo.

scientifica pietracatella
Le prossime settimane saranno decisive anche sul piano tecnico. Entro il 30 giugno è atteso il deposito delle relazioni autoptiche definitive e delle ulteriori consulenze disposte dalla Procura di Larino. Grande attenzione è rivolta anche agli accertamenti informatici sul telefono cellulare di Alice e sugli altri dispositivi elettronici sequestrati nell’abitazione di Pietracatella – telefoni, computer, tablet e supporti digitali – dai quali gli investigatori sperano di ottenere elementi utili per ricostruire movimenti, contatti, ricerche effettuate sul web e ogni altro dettaglio potenzialmente rilevante.

L’inchiesta per duplice omicidio aggravato mediante avvelenamento resta al momento contro ignoti. Tuttavia, tra le nuove verifiche investigative, gli approfondimenti sulle relazioni personali e l’imminente arrivo delle perizie definitive, il caso di Pietracatella sembra avvicinarsi a una fase determinante. Una fase nella quale potrebbero emergere risposte attese da mesi e che, forse, potrebbe consentire agli investigatori di avvicinarsi definitivamente alla verità sulla morte di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi.