Pietrabbondante riapre dopo cinque mesi: il santuario sannita torna visitabile dal 12 giugno
Dopo quasi cinque mesi di chiusura per i lavori finanziati dal Pnrr, il Santuario italico di Pietrabbondante riapre parzialmente al pubblico. Da venerdì 12 giugno i visitatori potranno tornare ad accedere a uno dei luoghi simbolo della civiltà sannita, interessato negli ultimi mesi da un vasto intervento di riqualificazione finalizzato a migliorare accessibilità, inclusione e servizi di accoglienza.
La Direzione regionale Musei del Molise ha comunicato che, in vista della conclusione degli interventi per la rimozione delle barriere architettoniche e cognitive, l’area archeologica tornerà in parte visitabile. Per accedere al sito sarà però necessario seguire un percorso diverso rispetto al passato: dopo aver acquistato il biglietto in biglietteria, i visitatori dovranno raggiungere l’ingresso posto a valle, lungo la Strada Comunale Macere, dove sarà possibile parcheggiare e accedere all’area archeologica.
I lavori, avviati nei primi mesi dell’anno, hanno interessato in particolare la sicurezza e la fruibilità del complesso. I percorsi interni sono stati ripensati per garantire una visita più agevole e inclusiva, con interventi rivolti non soltanto all’accessibilità fisica ma anche a quella cognitiva. Il progetto prevede infatti l’introduzione di strumenti tattili, pannelli dedicati a ipovedenti e persone fragili e nuovi percorsi studiati per ampliare la platea dei visitatori.
Tra gli interventi realizzati rientra anche la riqualificazione della biglietteria, destinata a diventare un punto di accoglienza e informazione più funzionale. Un investimento che punta a sostenere la crescita registrata dal sito negli ultimi anni. Secondo i dati diffusi nei mesi scorsi dal direttore del Parco archeologico di Sepino e dei Musei del Molise, Enrico Rinaldi, i visitatori di Pietrabbondante sono passati da circa 14mila a 18mila in quattro anni, con un incremento vicino al 30 per cento che ha consolidato il ruolo del santuario come secondo sito archeologico più visitato della regione dopo Sepino.
La riapertura – inizialmente annunciata per aprile e poi slittata – rappresenta inoltre un passaggio all’interno di un più ampio progetto di valorizzazione che guarda al futuro dell’area archeologica. Tra gli obiettivi figurano la realizzazione di un museo dedicato a Pietrabbondante, destinato a ospitare e raccontare i numerosi reperti oggi conservati nei depositi, e l’avvio di nuove attività di ricerca e scavo finanziate con risorse regionali.
Parte dei fondi destinati allo sviluppo del sito sarà utilizzata anche per ampliare le aree visitabili, consentendo in prospettiva l’accesso al cosiddetto santuario orientale, uno dei settori più promettenti dal punto di vista archeologico. Un progetto che punta a rafforzare ulteriormente il valore di un complesso considerato tra le più importanti testimonianze della civiltà sannita, non solo luogo di culto ma anche centro politico e amministrativo dell’antico Sannio.


