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Nomina Rocchia, Primiani rilancia: “Non è più un errore, ma un sistema che va chiarito”

Dopo l’annullamento della nomina del direttore sanitario dell’Asrem per inconferibilità, il consigliere regionale del M5S solleva nuovi interrogativi sulla vicenda. Nel mirino un atto del 2025 firmato da Rocchia come direttore sanitario e le verifiche effettuate prima della nomina. Chiesto l’intervento di Anac e Corte dei Conti.

La vicenda della nomina del direttore sanitario dell’Asrem continua a produrre strascichi politici e amministrativi. Dopo le contestazioni sulla conferibilità dell’incarico al dottor Nicola Rocchia, la successiva rinuncia e infine l’annullamento formale della nomina da parte della stessa azienda sanitaria, il Movimento 5 Stelle torna all’attacco con una nuova nota del consigliere regionale Angelo Primiani.

Per l’esponente pentastellato il caso non può considerarsi chiuso. Al contrario, secondo Primiani stanno emergendo ulteriori elementi che rendono necessario approfondire quanto accaduto all’interno dell’azienda sanitaria regionale.

“Non è più soltanto la storia di una nomina sbagliata”, afferma il consigliere. “Le anomalie che stanno affiorando sembrano descrivere un contesto nel quale le regole non vengono applicate in modo certo, uniforme e rigoroso”.

Il riferimento è innanzitutto a un atto risalente all’ottobre 2025 relativo alla rete ictus regionale, documento che, secondo Primiani, risulterebbe firmato da Rocchia come direttore sanitario. Un aspetto sul quale il consigliere chiede chiarimenti.

“Andrebbe spiegato sulla base di quale titolo o presupposto giuridico sia stato firmato dal dottor Rocchia l’atto sulla rete ictus”, sostiene Primiani, chiedendo di chiarire “i motivi per cui qualcuno risulta operare o comparire come direttore sanitario senza un atto di nomina, nemmeno provvisorio”.

Un secondo punto riguarda invece la procedura che ha portato alla selezione degli idonei per il ruolo di direttore sanitario. Secondo il consigliere del M5S, nella manifestazione di interesse aperta dall’Asrem sarebbe stata prevista un’autocertificazione contenente un esplicito richiamo proprio alla normativa che ha poi determinato l’inconferibilità dell’incarico.

“Se ciò fosse confermato – osserva Primiani – si porrebbe una domanda inevitabile su chi abbia controllato, chi abbia istruito la procedura e perché si sia arrivati comunque alla formalizzazione della nomina”.

Le nuove contestazioni arrivano a pochi giorni dalla delibera con cui l’Asrem ha dichiarato nullo il conferimento dell’incarico a Rocchia e il relativo contratto, dopo aver accertato l’esistenza di una causa di inconferibilità prevista dal decreto legislativo 39 del 2013.

Per Primiani il problema non riguarda più soltanto il singolo episodio ma il metodo amministrativo con cui sarebbe stata gestita l’intera vicenda. “Se all’interno dell’Azienda sanitaria regionale la legge finisce per apparire incerta, variabile o addirittura opzionale, allora il problema sta ai vertici”, afferma.

Da qui la richiesta di coinvolgere gli organismi competenti. Il consigliere ritiene opportuno che la vicenda venga sottoposta all’attenzione della Corte dei Conti e dell’Autorità nazionale anticorruzione affinché possano valutare gli aspetti di rispettiva competenza.

La questione resta dunque aperta anche dopo l’annullamento della nomina. Se per l’Asrem il caso si è chiuso sul piano amministrativo con la dichiarazione di nullità dell’incarico, per il Movimento 5 Stelle rimangono ancora da chiarire le verifiche effettuate prima della nomina, la gestione della procedura e le responsabilità che hanno portato a una vicenda che continua ad alimentare il confronto politico sulla gestione della sanità regionale.