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Maxi sequestro di ricci di mare a Campomarino: oltre 1.500 esemplari rigettati in mare

Operazione della Guardia Costiera durante i controlli di “Mare e Laghi Sicuri”. I pescatori di frodo sono fuggiti alla vista della motovedetta, abbandonando reti e attrezzature. Il pescato, ancora vitale, è stato reimmesso in mare.

Oltre un quintale di ricci di mare, pari a più di 1.500 esemplari, è stato sequestrato questa mattina dalla Guardia Costiera di Termoli durante un’operazione contro la pesca di frodo nelle acque di Campomarino Lido. I pescatori, sorpresi mentre erano in attività, sono riusciti a fuggire lasciando però sul posto il pescato e le attrezzature.

L’intervento è scattato nell’ambito dei controlli rafforzati disposti dalla Capitaneria di Porto di Termoli per l’operazione nazionale “Mare e Laghi Sicuri”. Una motovedetta della Guardia Costiera ha individuato alcune persone impegnate nella pesca in apnea davanti alla spiaggia libera adiacente al lido Mambo, in prossimità delle scogliere.

Ricci di mare sequestrati

Secondo quanto accertato dai militari, i sub erano inoltre privi dei previsti segnalamenti di sicurezza. Accortisi dell’arrivo della motovedetta, hanno raggiunto rapidamente la spiaggia e si sono allontanati, abbandonando reti e attrezzature utilizzate per la pesca illegale.

Sul posto è quindi intervenuta anche una pattuglia del Nucleo Operativo di Polizia Ambientale della Guardia Costiera, che ha recuperato e sequestrato il materiale. All’interno delle reti sono stati trovati oltre 1.500 ricci di mare, per un peso complessivo di circa un quintale.

Poiché gli echinodermi erano ancora vitali, la Guardia Costiera ha provveduto a rigettarli immediatamente in mare utilizzando un proprio battello, contribuendo così al ripopolamento dell’ecosistema marino e limitando i danni provocati dalla pesca di frodo.

L’operazione richiama l’attenzione anche sul periodo di particolare tutela della specie. La Capitaneria ricorda infatti che, su tutto il territorio nazionale, la pesca dei ricci di mare è vietata dal 1° maggio al 30 giugno, fase che coincide con il periodo riproduttivo. Anche al di fuori del fermo biologico la normativa impone limiti molto rigidi: i pescatori sportivi non possono prelevare più di 50 esemplari al giorno.

Per chi viola la normativa sono previste sanzioni amministrative comprese tra 1.000 e 3.000 euro, oltre al sequestro del pescato e di tutte le attrezzature utilizzate.

L’intervento odierno conferma l’intensificazione dei controlli lungo la costa molisana durante la stagione estiva, con particolare attenzione alla tutela delle specie marine e al contrasto della pesca illegale.

Ricci di mare sequestrati