La scrittura collettiva sul podio nazionale: la 5D della “Giovanni Paolo II” vince il Premio “Lucius Calidius” con un’Odissea di emozioni
Un viaggio lungo cinque anni, nato tra i banchi di scuola e costruito parola dopo parola attraverso il confronto, l’ascolto e la cooperazione. Gli alunni della classe 5D della Scuola primaria “Giovanni Paolo II” (Istituto Comprensivo “Leopoldo Montini” di Campobasso) hanno conquistato il primo premio nella sezione “Narrativa Bambini” dell’VIII edizione del prestigioso Premio Letterario Nazionale “Lucius Calidius – Macchia d’Isernia”, grazie a un racconto straordinario intitolato O.D.I.S.S.E.A..
Il concorso, promosso dal Comune di Macchia d’Isernia con il patrocinio della Provincia di Isernia e della Regione Molise, è ormai una realtà culturale consolidata a livello nazionale. Proprio per questo, il trionfo della classe campobassana assume un valore profondo: non premia la penna di un singolo autore, ma un intero percorso educativo ispirato alla pedagogia di Don Lorenzo Milani, dove dare la parola ai bambini significa renderli protagonisti consapevoli del proprio apprendimento.
Per l’intero ciclo della primaria, sulla cattedra della 5D è rimasto un barattolo con il motto latinoNulla dies sine linea (nessun giorno senza scrivere una riga). Da quel contenitore i bambini pescavano tracce, pensieri e immagini, trasformando l’atto dello scrivere in uno spazio quotidiano di libertà. Da questa palestra di scrittura collettiva, e con l’ausilio delle celebri carte di Propp, è nata l’opera premiata. Prima di stendere il testo, gli alunni hanno tracciato su un grande foglio A3 i temi che più avevano segnato i loro cuori in questi cinque anni: la Shoah, Liliana Segre, l’arte, il bullismo, l’autismo, ma anche Gianni Rodari, Nelson Mandela e la lentezza. Ognuno di questi argomenti si è trasformato in una “terra narrativa” da esplorare a bordo di una mongolfiera immaginaria.

Il momento più toccante e maturo del racconto è senza dubbio l‘omaggio a San Giuliano di Puglia, una memoria storica che ha accompagnato la classe nel suo percorso di crescita. Nella finzione narrativa, i piccoli protagonisti si ritrovano in un paese avvolto dalla nebbia e devastato dal terremoto; quando tre compagni rischiano di annegare, dalle macerie della scuola si alzano in volo ventisette figure luminose che dissolvono il buio e portano tutti in salvo. Grazie a un desiderio espresso dall’equipaggio, il paese risorge e i bambini tornano a giocare nel cortile. Una metafora potente con cui la 5D ha voluto donare ai 27 bambini e alla maestra scomparsi nel sisma del 2002 quella seconda possibilità che la realtà ha tragicamente negato.

Il viaggio letterario si conclude poi nell’Isola del Perdono, ispirata a San Francesco, dove perfino Omero comprende che la vera grandezza risiede nel sacrificio per gli altri. A sigillare l’opera è lo splendido acrostico finale che compone la parola O.D.I.S.S.E.A., un manifesto in versi che celebra il potere della narrazione e incorona questi giovanissimi scrittori molisani.


