Da ex scuola abbandonata a polo integrato per servizi sociali e sanitari: servono 8 milioni di euro
L’Amministrazione Forte punta alla rinascita della ex Salvo D’Acquisto, ma servono otto milioni di euro per candidarla a diventare un polo sociale e sociosanitario nel quartiere Vazzieri.
Da simbolo dell’abbandono a possibile cuore dei servizi sociali e sociosanitari della città.
Dopo anni di degrado, polemiche e occasioni mancate, l’ex scuola elementare Salvo D’Acquisto di via Kennedy si prepara a vivere la sua più importante occasione di rinascita.
La Giunta comunale guidata dalla sindaca Marialuisa Forte, con delibera 176 del del 18 giugno, ha approvato il Documento di indirizzo alla progettazione (Dip) e lo studio di fattibilità tecnico-economica per la riqualificazione dell’edificio situato nel quartiere Vazzieri. Un atto che apre la strada alla candidatura del progetto ai finanziamenti regionali destinati alle infrastrutture sociali e che fotografa un’ambizione ben precisa: trasformare una struttura ormai in rovina in un moderno Polo integrato di servizi sociali e sociosanitari.
A colpire è soprattutto la dimensione economica dell’intervento. Il quadro economico allegato alla delibera prevede infatti un investimento complessivo di 8 milioni di euro, comprensivi di lavori, arredi, forniture, spese tecniche, IVA e oneri accessori. Numeri che raccontano la portata di un progetto che va ben oltre una semplice ristrutturazione edilizia.
Nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, infatti, l’ex Salvo D’Acquisto dovrà diventare una struttura pubblica capace di rispondere in maniera innovativa ai bisogni sociali e sociosanitari del territorio. La stessa delibera sottolinea la volontà di fornire una risposta concreta ed innovativa ai crescenti bisogni sociali e sociosanitari attraverso la realizzazione di un’infrastruttura integrata destinata alle fasce più fragili della popolazione.
L’obiettivo è superare i tradizionali modelli assistenziali, spesso frammentati e settoriali, per costruire un sistema capace di mettere in rete servizi sociali, servizi sociosanitari, attività educative e percorsi di sostegno all’autonomia personale. Un approccio multidimensionale che punta a costruire un luogo in cui le diverse forme di assistenza possano dialogare tra loro, offrendo risposte più efficaci alle persone anziane, ai disabili, alle famiglie e ai cittadini in condizioni di fragilità.
Ma la portata dell’operazione non riguarda soltanto il welfare cittadino. La Giunta evidenzia infatti come la scelta dell’ex edificio scolastico di via Kennedy abbia una forte valenza strategica anche sotto il profilo urbanistico.
Il recupero di una struttura comunale inutilizzata e in avanzato stato di degrado consentirebbe infatti di raggiungere diversi obiettivi contemporaneamente: rigenerare un’area della città da anni problematica, valorizzare il patrimonio pubblico esistente, limitare il consumo di nuovo suolo e rafforzare la rete territoriale dei servizi alla persona.
L’intervento consentirebbe inoltre di restituire alla collettività un immobile che negli ultimi anni è diventato uno dei simboli più evidenti del degrado urbano cittadino.
La storia recente della Salvo D’Acquisto è infatti quella di una struttura progressivamente abbandonata. La scuola venne chiusa nel 2010 dall’allora sindaco Gino Di Bartolomeo per ragioni di sicurezza. Da quel momento l’edificio non è mai più tornato a svolgere la funzione per la quale era stato realizzato e il suo stato di conservazione è peggiorato anno dopo anno.
Nel 2017 l’amministrazione guidata dal sindaco Antonio Battista tentò di inserirla nel piano delle alienazioni comunali, ipotizzandone la vendita. Un progetto che non ebbe seguito e che lasciò irrisolto il problema del futuro dell’immobile.
Nel frattempo i residenti del quartiere Vazzieri hanno continuato a denunciare le condizioni della struttura, più volte finita al centro delle segnalazioni per il degrado e per i problemi di sicurezza. Nell’estate del 2023 un incendio di probabile matrice dolosa colpì l’edificio, mentre emersero anche notizie relative a un possibile utilizzo abusivo dei locali come dormitorio, circostanze che portarono all’avvio di verifiche e accertamenti.
Oggi la prospettiva appare completamente diversa. Il Comune immagina infatti di trasformare quel luogo in un presidio permanente di inclusione sociale, assistenza e sostegno alle persone più fragili, restituendo al quartiere e alla città un bene pubblico da troppo tempo inutilizzato.
L’atto approvato dalla Giunta non equivale ancora all’assegnazione del finanziamento, ma rappresenta il passaggio necessario per partecipare all’avviso regionale finanziato attraverso il Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027. Una linea d’intervento che dispone complessivamente di 9 milioni di euro per l’intero territorio molisano e che finanzia progetti destinati a centri diurni, case famiglia, strutture per il “Dopo di noi” e servizi per la disabilità.
Per l’ex Salvo D’Acquisto si tratta probabilmente della più concreta opportunità di rinascita dall’anno della sua chiusura. Dopo sedici anni di abbandono, l’edificio potrebbe finalmente passare dall’essere uno dei simboli del degrado urbano cittadino a diventare uno dei più importanti investimenti pubblici nel settore sociale mai immaginati a Campobasso negli ultimi anni.



