Ebola e Hantavirus, il Molise prepara la prevenzione: il Cardarelli centro di riferimento regionale, arrivano i test molecolari
Nessun allarme sanitario in regione, ma dietro le quinte la macchina della sanità si sta organizzando. Il reparto di Malattie Infettive di Campobasso sarà il punto di riferimento per eventuali casi sospetti di Ebola, mentre la Microbiologia si è dotata dei test per l’Hantavirus
Nessun caso registrato in Molise, nessuna emergenza sanitaria in corso e nessun motivo per parlare di allarme. Eppure qualcosa si sta muovendo dietro le quinte della sanità regionale. Mentre in questi giorni l’attenzione internazionale si è concentrata sull’epidemia di Ebola in Africa centrale e sul cluster di Hantavirus Andes che ha coinvolto una nave da spedizione partita dal Sud America, anche il Molise sta predisponendo le proprie contromisure.
La notizia più recente è arrivata oggi. Il subcommissario alla sanità Ulisse Di Giacomo ha confermato che il centro regionale di riferimento per la valutazione clinico-epidemiologica dei casi sospetti di Ebola è stato individuato presso il reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Cardarelli di Campobasso. Una procedura formalizzata proprio nelle ultime ore e che inserisce ufficialmente il principale ospedale molisano nella rete nazionale di sorveglianza per una delle malattie infettive più temute al mondo.
Ma c’è un altro tassello che completa il quadro. Pochi giorni fa l’Asrem ha approvato una delibera per l’acquisto di test molecolari specifici per l’Hantavirus destinati al laboratorio di Microbiologia e Diagnostica Molecolare avanzata del Cardarelli. La richiesta era partita il 13 maggio, la procedura di acquisto è stata avviata il 19 maggio e l’affidamento è stato formalizzato il 28 maggio. Un tempismo che coincide con le comunicazioni e le indicazioni diffuse dal Ministero della Salute dopo l’attenzione internazionale generata dal focolaio di Hantavirus Andes.
L’azienda sanitaria ha acquistato otto confezioni di kit molecolari specifici per la ricerca del virus, destinati a coprire il fabbisogno annuale del laboratorio campobassano. Non si tratta di una risposta a un caso sospetto registrato in regione, almeno stando agli atti disponibili, ma di un adeguamento delle capacità diagnostiche locali.
In altre parole, il Molise si sta attrezzando prima che si presenti un eventuale problema.
È un aspetto che spesso resta invisibile all’opinione pubblica. Quando si parla di malattie infettive emergenti si tende infatti a guardare soltanto ai casi conclamati o alle emergenze già in corso. Molto meno evidente è il lavoro preparatorio che viene svolto negli ospedali e nei laboratori per garantire una risposta rapida qualora dovesse arrivare un paziente sospetto.
Il Cardarelli, in questo scenario, è il fulcro della strategia regionale. Da una parte il reparto di Malattie Infettive sarà il punto di riferimento per Ebola. Dall’altra il laboratorio di Microbiologia dispone ora degli strumenti per effettuare analisi specifiche sull’Hantavirus utilizzando una piattaforma diagnostica già presente e operativa all’interno della struttura.

Il tema, peraltro, è stato al centro dell’attenzione anche nelle farmacie molisane. Nei giorni scorsi il farmacista campobassano Giampaolo aveva raccontato a Primonumero di aver registrato numerose richieste di informazioni da parte dei cittadini preoccupati dalle notizie provenienti dall’estero. Il suo messaggio, però, era stato molto chiaro: niente allarmismi e niente paragoni con il Covid.
“La paura corre più veloce del virus”, aveva spiegato, sottolineando come l’arma più efficace resti la prevenzione e la corretta informazione. Un concetto che oggi trova una traduzione concreta proprio nelle scelte organizzative della sanità regionale.
Perché il vero obiettivo non è prepararsi a una pandemia imminente. Gli stessi esperti internazionali considerano molto basso il rischio per la popolazione italiana sia nel caso dell’Hantavirus Andes sia per quanto riguarda Ebola. La sfida è piuttosto quella di non farsi trovare impreparati.
La lezione lasciata dal Covid continua infatti a influenzare le strategie sanitarie. Disporre di laboratori capaci di identificare rapidamente agenti patogeni emergenti, individuare centri di riferimento, definire percorsi assistenziali e formare il personale significa guadagnare tempo prezioso nel caso in cui si presentasse una situazione sospetta.
È questo il significato delle decisioni assunte nelle ultime settimane tra Campobasso e la struttura commissariale: la costruzione di una rete di sorveglianza e risposta che, almeno sulla carta, dovrebbe consentire al Molise di affrontare eventuali criticità con strumenti adeguati.


