Termoli
|Dopo il concorso annullato, il Comune accelera sulla nuova prova orale. I vigili restano in servizio in attesa dell’esame
Dopo la sentenza del Consiglio di Stato sul caso delle “buste numerate”, Termoli sceglie la strada della continuità: nominata una nuova commissione e avviata la ripetizione dell’orale. Gli agenti già assunti continuano a lavorare, ma il loro futuro resta legato all’esito della nuova prova.
Non una sospensione di massa, non un immediato allontanamento dal servizio, ma una corsa contro il tempo per rifare la prova orale e dare esecuzione alla sentenza del Consiglio di Stato senza paralizzare il comando di Polizia locale nel momento più delicato dell’anno.
A poco più di una settimana dalla decisione con cui la Quinta Sezione del Consiglio di Stato ha annullato il concorso per dieci agenti di Polizia municipale del Comune di Termoli, l’amministrazione comunale ha avviato le procedure per la ripetizione dell’esame orale, proprio quello finito al centro del contenzioso giudiziario.
La vicenda è infatti quella delle cosiddette “buste numerate”. Secondo i giudici di Palazzo Spada, il sistema adottato durante gli orali del dicembre 2022 non rispettava le modalità di estrazione a sorte previste dalla normativa nazionale e non garantiva adeguatamente i principi di trasparenza, imparzialità e parità di trattamento tra i candidati. Per questo motivo il Consiglio di Stato aveva accolto il ricorso presentato da una candidata, ribaltando la precedente sentenza favorevole al Comune pronunciata dal Tar Molise.
La risposta dell’ente è arrivata rapidamente. Con la determina dirigenziale n. 1333 del 4 giugno 2026 il Servizio Gestione Risorse Umane ha preso formalmente atto della sentenza e ha disposto la riedizione della prova orale, nominando una nuova commissione esaminatrice. Nello stesso provvedimento viene precisato che i rapporti di lavoro instaurati sulla base della graduatoria annullata proseguiranno in via temporanea e interinale fino all’espletamento della nuova prova e all’adozione dei successivi provvedimenti.
Una scelta che l’amministrazione motiva richiamando il principio di conservazione degli atti non direttamente annullati, la necessità di garantire la continuità dei servizi pubblici essenziali svolti dalla Polizia locale e l’esigenza di evitare danni organizzativi, economici e patrimoniali per l’ente.
Oggi 5 giugno la Giunta comunale ha approvato la deliberazione n. 150 con cui autorizza l’acquisizione di un parere specialistico esterno in materia di diritto del lavoro pubblico, pubblico impiego e diritto amministrativo per affrontare uno degli aspetti più delicati dell’intera vicenda: il destino degli agenti assunti attraverso la graduatoria oggi annullata.
Nella delibera viene ricordato che la sentenza del Consiglio di Stato ha accolto il ricorso della candidata e disposto l’annullamento degli atti impugnati, ma viene anche evidenziato come il giudice non si sia espresso direttamente sulle conseguenze da applicare ai rapporti di lavoro nel frattempo instaurati.
Proprio questo punto rappresenta oggi il cuore della questione. L’Avvocatura comunale sostiene che l’annullamento riguardi gli atti relativi alla prova orale e che, alla luce del principio di conservazione degli atti amministrativi e della giurisprudenza esistente, non sia affatto scontato che i contratti debbano considerarsi automaticamente risolti.
Di diverso avviso è invece il legale della ricorrente, che il 4 giugno ha notificato al Comune una diffida chiedendo l’esecuzione della sentenza e richiamando la clausola contenuta nei contratti individuali di lavoro che prevede la risoluzione del rapporto in caso di annullamento della procedura concorsuale. Nella diffida viene chiesto all’ente di procedere alla risoluzione dei contratti entro quindici giorni.
Nel frattempo, però, gli agenti continuano regolarmente a svolgere servizio.
Dietro gli aspetti giuridici si muovono infatti anche storie personali e familiari che rendono ancora più delicata la situazione. Molti degli agenti coinvolti lavorano da anni all’interno del comando, altri sono entrati grazie ai successivi scorrimenti della graduatoria. Hanno mutui, figli, impegni economici costruiti sulla stabilità di un posto di lavoro ottenuto attraverso una procedura che, fino a pochi giorni fa, appariva definitivamente consolidata.
“La cosa preoccupante è che lavorando già da tanto tempo, chi da anni e chi da un anno, abbiamo impegni importanti, mutui, bambini. È una patata bollente davvero. Incrociamo le dita e speriamo che si possa risolvere”, racconta uno degli agenti coinvolti.
A preoccupare il Comune, tuttavia, non sono soltanto le conseguenze sui lavoratori. Nella documentazione richiamata dalla Giunta compare anche una nota del Comando di Polizia locale che evidenzia le gravi criticità che deriverebbero da una riduzione improvvisa dell’organico. Il rischio, si legge, è quello di non riuscire a garantire adeguatamente il presidio del territorio, il pronto intervento, la viabilità, la gestione degli eventi pubblici, le attività di controllo e le altre funzioni essenziali svolte dagli agenti. Uno scenario particolarmente delicato proprio mentre Termoli si prepara ad affrontare l’intensa stagione estiva, con l’aumento delle presenze turistiche e il moltiplicarsi di manifestazioni ed eventi.
Per ora la strada scelta è quella della continuità: gli agenti restano in servizio, la nuova prova orale dovrà essere organizzata nel più breve tempo possibile e il Comune cercherà di ottenere chiarimenti giuridici ulteriori sugli effetti della sentenza. Ma la partita è tutt’altro che chiusa. Dall’esito della nuova prova e dalle decisioni che seguiranno dipenderà il futuro professionale di decine di persone e, in parte, anche l’assetto del comando di Polizia locale della città.


