Termoli
|Dopo gli esuberi arriva la chiusura: la ex Del Giudice avvia il licenziamento collettivo di 44 lavoratori
Nuova procedura aperta dalla storica azienda casearia di Termoli per cessazione dell’attività. Dopo il mancato accordo sui 26 esuberi, ora è a rischio l’intero organico. I sindacati: “La prossima settimana il primo incontro con l’azienda”.
La crisi della Del Giudice compie un nuovo, drammatico passo avanti. Dopo la procedura che nei mesi scorsi aveva interessato 26 lavoratori e il fallimento del tentativo di accordo in Regione, la storica azienda casearia di Termoli ha avviato una nuova procedura di licenziamento collettivo che questa volta riguarda l’intero organico dello stabilimento.
La procedura coinvolge 44 dipendenti – praticamente tutti – ed è motivata dalla cessazione dell’attività produttiva. Una notizia che segna una svolta pesantissima per una delle realtà storiche dell’industria agroalimentare molisana e che rischia di chiudere definitivamente una vicenda iniziata anni fa con le difficoltà economiche della società e proseguita con il fallimento della precedente gestione.
La conferma arriva anche dal sindacato. “Sì, hanno aperto una nuova procedura per cessazione attività”, spiega a Primonumero Giuseppe Miranda della Uiltucs. “La prossima settimana probabilmente faremo un primo incontro con l’azienda per l’esame congiunto”.
Parole che fotografano la gravità del momento. Se nei mesi scorsi il confronto riguardava una parte dell’organico e ruotava attorno alla sostenibilità dei livelli occupazionali, oggi il tema è diventato la sopravvivenza stessa dello stabilimento.
La procedura arriva infatti a poche settimane dalla fumata nera registrata al tavolo convocato in Regione Molise. In quell’occasione si era conclusa senza accordo la trattativa sui 26 esuberi che la nuova proprietà considerava strutturali. I sindacati avevano dato disponibilità esclusivamente a uscite volontarie e incentivate, mentre l’azienda aveva ribadito che i volumi produttivi non consentivano il mantenimento dell’organico.
Adesso lo scenario appare ancora più grave. La nuova procedura non riguarda più soltanto una parte dei dipendenti ma l’intera forza lavoro rimasta in azienda. Si tratta di operai, impiegati, tecnici, manutentori, magazzinieri e addetti alle diverse fasi della produzione, professionalità costruite in decenni di attività e che rappresentano una parte importante del patrimonio industriale del territorio.
Per Termoli e per il Basso Molise i risvolti sono di forte impatto sociale. La Del Giudice è stata per decenni uno dei marchi simbolo dell’agroalimentare regionale, legando il proprio nome alla produzione lattiero-casearia e garantendo occupazione a generazioni di lavoratori. Lo stabilimento di via Giulio Pastore è stato a lungo una delle principali realtà industriali del settore alimentare molisano.
Negli ultimi anni, però, la crisi finanziaria ha progressivamente eroso le basi economiche dell’azienda. Dopo il fallimento della precedente gestione e il passaggio alla nuova proprietà, si era aperta una fase di riorganizzazione che aveva già portato alla chiusura della linea di imbottigliamento del latte e alla conseguente riduzione delle attività produttive.
Nei mesi scorsi erano inoltre emerse altre criticità, tra cui la questione degli stipendi non percepiti da alcuni lavoratori rimasti a disposizione dell’azienda e quella relativa alle quote di Tfr maturate durante la precedente gestione.
Ora la vertenza entra in una fase completamente nuova. L’esame congiunto previsto dalla normativa sui licenziamenti collettivi rappresenta l’ultimo passaggio formale di confronto tra azienda e organizzazioni sindacali. Sarà quello il tavolo in cui si tenterà di comprendere se esistano ancora margini per soluzioni alternative o strumenti in grado di attenuare l’impatto sociale della chiusura.
Ma il dato che emerge oggi è già di per sé significativo: dopo aver tentato di ridurre l’organico, la Del Giudice punta ora alla cessazione dell’attività. La procedura entra ora nella fase di confronto sindacale prevista dalla normativa. Sul tavolo restano il futuro dei 44 lavoratori e le prospettive di uno stabilimento che per decenni ha rappresentato una presenza significativa nel settore agroalimentare molisano.


