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Disperso, svolta nelle ricerche: il magnetometro segnala anomalie nel Trigno, ora serve il dragaggio.  Procura convoca tavolo tecnico nazionale

Il magnetometro terrestre individua una zona ‘anomala’ del fiume a circa 70 metri dalla foce. Per verificare la presenza di eventuali corpi metallici saranno necessari interventi di dragaggio. Convocato un tavolo tecnico nazionale il 15 luglio per completare le indagini e avviare il percorso che dovrà portare alla ricostruzione del ponte e al ripristino della viabilità.

Dopo oltre due mesi di ricerche senza esito, emerge il primo elemento tecnico concreto che potrebbe imprimere una svolta al caso di Domenico Racanati, il pescatore 53enne di Bisceglie disperso dal 2 aprile scorso quando il ponte sul Trigno crollò sotto la sua auto durante la violenta ondata di maltempo che colpì il Molise.

La Procura della Repubblica di Larino ha infatti reso noto che le attività di ricerca sono oggi concentrate su una specifica zona del fiume dove il magnetometro ha rilevato anomalie del campo magnetico. Non significa che sia stata individuata l’autovettura del disperso, né tantomeno che vi siano certezze sulla natura del segnale rilevato. La stessa Procura precisa che l’anomalia potrebbe essere causata anche da altri corpi metallici presenti nell’alveo. Tuttavia, per la prima volta dall’inizio delle operazioni, esiste un punto preciso sul quale concentrare gli approfondimenti.

Ambiente basso molise foce trigno

La Procura mantiene il massimo riserbo sulla natura dell’anomalia individuata, ma un elemento emerge. La procuratrice capo di Larino Elvira Antonelli ha precisato che il punto in cui il magnetometro terrestre in dotazione ai Carabinieri Forestali di L’Aquila  ha rilevato le anomalie si trova a circa 70 metri dalla foce del Trigno. Un’indicazione significativa perché colloca l’area di interesse non sotto la campata crollata del ponte, ma nel tratto terminale del fiume, poco prima dell’immissione in mare. È proprio lì che gli investigatori ritengono necessario concentrare i prossimi approfondimenti mediante operazioni di dragaggio.

magnetometro

Per capire cosa si nasconde sotto il fondale saranno però necessarie operazioni più complesse. Serviranno infatti interventi mirati di dragaggio del fiume con l’impiego di adeguata strumentazione tecnica.

La nota della magistrata ripercorre anche l’imponente attività svolta in questi mesi. Dopo il crollo del ponte e l’apertura dell’inchiesta contro ignoti per crollo colposo e omicidio colposo, l’area è stata sequestrata e sono entrati in azione Polizia Stradale, Vigili del Fuoco, Capitaneria di Porto, Guardia Costiera, Carabinieri Forestali e numerosi specialisti. Sono stati utilizzati metal detector, magnetometri terrestri e marini, Side Scan Sonar, sistemi sonar avanzati e mezzi aerei. Una parte della tecnologia impiegata è stata messa a disposizione gratuitamente dalla società Codevintec Italia.

elvira antonelli

La Procura ribadisce che il ritrovamento di Racanati resta una priorità assoluta. Ma il problema non riguarda soltanto la ricerca del disperso. Sul tavolo ci sono anche il completamento degli accertamenti tecnici sulle cause del crollo, il futuro del ponte e il ripristino di una delle principali arterie di collegamento tra Molise e Abruzzo.

Non a caso Antonelli sottolinea la necessità di contemperare le esigenze investigative con quelle pratiche. Dal lavoro del consulente tecnico nominato dalla Procura dipenderà infatti il definitivo dissequestro dell’area, passaggio indispensabile per qualsiasi intervento strutturale sul viadotto.

Proprio per affrontare in maniera coordinata tutte queste questioni, la Procura ha convocato un tavolo tecnico per il prossimo 15 luglio. Attorno allo stesso tavolo siederanno Ministero delle Infrastrutture, Dipartimento nazionale della Protezione Civile, Anas, Regione Molise, Autorità di Bacino, Comune di Montenero di Bisaccia, Prefettura, forze dell’ordine, Vigili del Fuoco, Guardia Costiera, Marina Militare e Genio Militare.

L’obiettivo è duplice: pianificare le attività necessarie per tentare di ritrovare Domenico Racanati e, allo stesso tempo, costruire un percorso condiviso per arrivare alla riapertura della viabilità interrotta dal crollo del ponte. Un percorso che si annuncia ancora lungo, ma che per la prima volta viene inserito all’interno di una regia istituzionale formalmente coordinata dalla Procura.

La richiesta della Procura di Larino è chiarissima: “Considerato che gli interventi necessari agli scopi richiedono pianificazione da parte delle Istituzioni pubbliche potenzialmente interessate circa la tipologia degli interventi eseguibili in ragione delle competenze tecniche e dei mezzi a disposizione di ciascuno; al fine di favorire l’interrelazione dei suddetti Enti, la Procura della Repubblica ha indetto un tavolo tecnico per il giorno 15 luglio 2026 per coordinare e discutere gli opportuni piani di intervento e di programmazione, indispensabili per il ritrovamento del disperso e per il ripristino della viabilità interrotta dal crollo del viadotto“. E ancora, la precisazione sulla dimensione nazionale del tavolo: “Sono stati invitati a partecipare, con richiesta di presentazione tempestiva di adeguati piani di intervento e programmazione: il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile, l’ANAS S.p.A., la Regione Molise, l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino meridionale ex AdB interregionale dei fiumi Trigno, Biferno e Minori, Saccione e Fortore, il Comune di Montenero di Bisaccia, la Prefettura, il Questore, il Comandante Provinciale dei Carabinieri e i Vigili del Fuoco di Campobasso, la Capitaneria di Porto di Termoli, il Compartimento Polizia Stradale Abruzzo e Molise – L’Aquila, la Marina Militare, il Genio Militare”.