Montagano
|La discarica di Montagano è satura, Comune contro ipotesi ampliamento: “Negati anche ristori ambientali”
L’Amministrazione Tullo ha presentato osservazioni contro il progetto del gestore dell’impianto di Colle Santo Ianni che serve circa 50 comuni del Molise centrale: dal 2008 Montagano ha percepito ristori ambientali per 250mila euro l’anno essendo il territorio che ospita il polimpiantistico, ma ora gli vengono negati
La più grande discarica pubblica della regione si trova a Montagano e serve circa 50 comuni del Molise Centrale. Il sito è da tempo alle prese con la necessità di un ampliamento perché prossimo alla saturazione, questo almeno è stato sempre ribadito ai tavoli regionali dai quali, però, non mai arrivata una soluzione definitiva.
L’impianto di Colle Santo Ianni – area periferica del paese – è di proprietà della comunità montata Molise Centrale (commissariata), ed è gestito, fin dall’esordio, dalla Giuliani Environment.
Fino a qui nulla di nuovo: ma stamattina è stata annunciata una novità dal sindaco del territorio ospitante, Giuseppe Tullo, il quale ha espresso “forte contrarietà a nuove estensioni della vita utile dell’impianto”.

E’ successo che Giuliani ha recentemente presentato un progetto per il recupero volumetrico del polimpiantistico montaganese. Non si parla di un allargamento del sito, ma di un intervento “sugli attuali bacini preesistenti”: lavori, insomma, per ricavare nuovi spazi senza aggredire i terreni circostanti e andare oltre i confini.
Il project financing di Giuliani sarebbe cosa fatta, ma si sta valutando se assoggettare l’iniziativa a VIA (Valutazione di impatto ambientale) coinvolgendo l’Arpa, l’agenzia regionale per la protezione amnientale dove giace da qualche tempo l’istruttoria avviata e per la quale il Comune di Montagano ha anche presentato delle osservazioni dicendo, sostanzialmente, che il progetto presenta delle criticità e che sono contrari a eventuali estensioni.
Bisogna ricordare che Montagano ospita da decenni l’impianto “sostenendo un rilevante carico ambientale, territoriale e sociale nell’interesse di una vasta collettività” come ricorda Tullo.
Dal 2008 a oggi il sacrificio dei montaganesi – che fanno i conti con un traffico di mezzi pesanti e una puzza di spazzatura nell’area circostante Colle Santo Ianni (oltre a una immagine pubblica non esattamente da cartolina) hanno ricevuto sempre corposi ristori: 250 mila euro l’anno che da un momento all’altro la comunità montana non ha voluto più corrispondergli.
E’ iniziata una guerra a colpi di carte bollate che – visti anche i tempi della giustizia – rischia di mettere in serie difficoltà economiche l’Amministrazione Tullo (lui è sindaco dal 2019) alla quale la Molise Centrale – di fatto la proprietaria della discarica – non vuole più concedere ristori contestando la delibera che li aveva stabiliti dal 2008 a oggi.
Ecco perché per Tullo “la questione va affrontata politicamente”: insomma, la Regione deve fare la sua parte.
“L’attuale situazione – scrive il sindaco – non rappresenta un’emergenza imprevedibile. Già nel 2019 furono autorizzati interventi straordinari finalizzati a prolungare temporaneamente la vita utile della discarica, con l’obiettivo di consentire agli enti competenti di individuare soluzioni strutturali nell’ambito della pianificazione regionale dei rifiuti.
A distanza di anni, le stesse criticità si ripropongono senza che siano state adottate soluzioni definitive. Per tale ragione il Comune di Montagano esprime una posizione fortemente critica rispetto a qualsiasi ulteriore ipotesi di recupero volumetrico, ampliamento o estensione della vita utile della discarica che abbia l’effetto di prolungarne ulteriormente l’attività.
Non è accettabile che misure nate come temporanee ed eccezionali finiscano per trasformarsi in strumenti ordinari di gestione del ciclo dei rifiuti. La comunità di Montagano ha già sopportato per decenni gli impatti derivanti dalla presenza dell’impianto e non può continuare a sostenere da sola un carico ambientale che riguarda un’ampia parte del territorio regionale.
La normativa ambientale e il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti impongono una distribuzione equilibrata degli impianti e dei relativi carichi ambientali. È quindi necessario che la Regione assuma decisioni coraggiose e strutturali, superando definitivamente la logica delle proroghe e delle soluzioni emergenziali.
L’Amministrazione comunale continuerà a partecipare a tutti i procedimenti amministrativi in corso, tutelando con determinazione gli interessi del territorio e chiedendo che ogni futura decisione sia preceduta da una rigorosa valutazione degli impatti ambientali complessivi già gravanti sulla comunità di Montagano.
Montagano non si sottrae alle proprie responsabilità istituzionali, ma chiede che anche la Regione assuma fino in fondo le proprie. Le emergenze non possono diventare la regola e la pianificazione non può essere sostituita da proroghe permanenti”.


