Condizionatore, abbassare la temperatura può costare fino a 87 euro in più: quanto pesa ogni grado sulla bolletta
Con il caldo che supera i 35 gradi anche in Molise, il climatizzatore resta acceso sempre più a lungo. Ma impostare una temperatura troppo bassa può incidere sensibilmente sui consumi. Un’analisi mostra quanto costa davvero ogni grado in meno e quali sono gli accorgimenti che permettono di risparmiare senza rinunciare al comfort.
C’è chi lo imposta a 26 gradi e chi, appena entra in casa, porta subito il climatizzatore a 22 o addirittura a 20. Ma quel piccolo gesto, ripetuto ogni giorno durante un’estate sempre più torrida, potrebbe pesare sulla bolletta molto più di quanto si immagini.
Con le temperature che in questi giorni superano i 35 gradi anche in Molise e il climatizzatore ormai acceso in migliaia di abitazioni, cresce una domanda comune: quanto costa davvero abbassare di qualche grado il termostato?
La risposta arriva da un’analisi realizzata da Papernest, società specializzata nel settore energia, che ha simulato i consumi di diverse tipologie di abitazioni prendendo come riferimento una stagione estiva di 93 giorni, sei ore di utilizzo quotidiano del climatizzatore e una temperatura esterna di 33 gradi.
Il dato più significativo riguarda proprio la temperatura impostata. Nel caso meno favorevole, quello di una villa di 140 metri quadrati con un climatizzatore di vecchia classe energetica G, passare da 26 a 20 gradi può comportare una spesa aggiuntiva superiore agli 87 euro nell’arco della sola stagione estiva.
Naturalmente non tutte le famiglie sosterranno un costo simile. La spesa cambia in base alle dimensioni dell’abitazione, alle ore di utilizzo e, soprattutto, all’efficienza del climatizzatore.
Ed è proprio questo l’aspetto più interessante dello studio. Più ancora della grandezza della casa, a fare la differenza è la classe energetica dell’impianto. Un climatizzatore di classe A+++ può consumare fino al 72% in meno rispetto a uno di classe G garantendo lo stesso livello di raffrescamento. In pratica, un appartamento di medie dimensioni dotato di un apparecchio moderno può arrivare a spendere meno di un piccolo alloggio con un impianto ormai datato.
Il risultato conferma quanto la tecnologia abbia cambiato il modo di raffrescare le abitazioni. Per molte famiglie il vero risparmio non passa tanto dal sopportare il caldo, quanto dall’utilizzare apparecchi efficienti e mantenerli nelle migliori condizioni.
Secondo il modello preso come riferimento, la temperatura ideale per trovare un equilibrio tra comfort e consumi resta quella di 26 gradi. Ogni grado in meno richiede un maggiore sforzo al climatizzatore e si traduce in un aumento progressivo dell’energia consumata.
Lo studio suggerisce anche alcune semplici strategie per alleggerire la bolletta senza rinunciare al fresco: mantenere il termostato intorno ai 26 gradi, arieggiare gli ambienti durante le ore più fresche della giornata, chiudere persiane e tapparelle quando il sole è più intenso e pulire periodicamente i filtri del climatizzatore per mantenerne elevata l’efficienza.
Con ondate di calore sempre più frequenti e prolungate, il climatizzatore è diventato un alleato indispensabile in molte case. Ma il vero risparmio, conclude l’analisi, non dipende solo da quante ore rimane acceso: spesso è il modo in cui lo utilizziamo a fare la differenza sulla bolletta.


