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Cefaratti: “Mi dimetto dal Consiglio, me lo ha chiesto il mio partito”. Resterà assessore esterno

L’assessore al Bilancio e al Lavoro resta nell’Esecutivo ma senza paracadute: al suo posto entrerà l’avvocato Raimondo Fabrizio, primo dei non eletti nella lista di Patriciello

Nello stesso giorno in cui l’assessore regionale Gianluca Cefaratti presenta la sua ‘rivoluzione’ sul sistema del lavoro in Molise, arriva anche un annuncio politico importante: si dimetterà dal Consiglio regionale.
Una mossa che lo trasforma in un assessore esterno della Giunta di Francesco Roberti e che permetterà al primo dei non eletti del suo gruppo di appartenenza, l’avvocato isernino Raimondo Fabrizio, di fare il suo ingresso a Palazzo D’Aimmo.

Cefaratti conferenza

L’ufficialità non c’è ancora. Cefaratti ne ha parlato stamattina riferendosi a una decisione “attesa nelle prossime ore” dopo un confronto con il presidente della Giunta che rafforza il suo potere su di lui, non avendo più il paracadute dello scranno conquistato a colpi di voti – oltre 2700 – in Consiglio.

Chiedergli le dimissioni, però, non è stata una idea di Roberti che, anzi, aveva congelato la posizione di Cefaratti all’interno del rimpasto che ha permesso l’ingresso in squadra di Armandino D’Egidio (al posto di Michele Iorio declassato a consigliere delegato) e di Roberto Di Baggio (al posto di Andrea Di Lucente che non è più vicepresidente e assessore pur mantenendo importanti deleghe).

A decidere su questo passo di lato è stato, infatti, Il Molise che vogliamo, il partito, espressione dell’europarlamentare venafrano Aldo Patriciello, “al quale dovevo dare una risposta”. E’ stato il raggruppamento politico in cui l’ex sindaco di Campodipeitra è stato eletto in Consiglio ad avanzare questa richiesta, come ha detto Cefaratti auspicando di poter continuare a lavorare come fatto in questi ultimi tre anni.

I tempi di quell’accordo politico sono maturati di pari passo con la crescete fiducia riposta in lui da Roberti nelle cui mani mette oggi il suo destino politico visto che, se solo volesse, potrebbe rimuoverlo dalla carica di assessore senza che questo implichi più il suo ritorno in Consiglio.
Ma questo solamente in linea teorica, perché per sua stessa ammissione le dimissioni sono state richieste dalla lista di Patriciello.

Aldo Patriciello, il coordinatore regionale della Lega.