Il fenomeno
|Il paradosso dei piccoli comuni: perdono abitanti ma chi vuole viverci non trova una casa da affittare – Il caso Casacalenda
L’appello della sindaca di Casacalenda Sabrina Lallitto riaccende il dibattito sul diritto alla casa. Se a Termoli gli affitti brevi sottraggono abitazioni ai residenti, nell’entroterra il problema sono gli immobili chiusi e invenduti. Due fenomeni diversi che producono lo stesso risultato: trovare una casa in Molise sta diventando sempre più difficile.
Da anni il problema dei piccoli comuni molisani è uno soltanto: lo spopolamento. Case vuote, serrande abbassate, giovani che partono e non tornano più. Ma adesso accade qualcosa che fino a poco tempo fa sarebbe sembrato paradossale. Ci sono famiglie che vorrebbero vivere in questi paesi e non riescono a trovare una casa. Malgrado il centro, e soprattutto il centro storico, sia zeppo di abitazioni ‘in vendita’. “Quasi vende tutto, ma chi compra?” racconta un anziano di Casacalenda, 1800 abitanti, una volta centro importante della vita rurale delle aree interne molisane, anche per la vicinanza a Larino. Oggi invece uno dei tanti paesi che soffrono l’esodo.

Proprio la sindaca di Casacalenda Sabrina Lallitto rilancia il tema – il paradosso potremmo dire – dell’emergenza abitativa, con un appello che sta facendo discutere. Passeggiando per il paese, racconta, ci sono decine di abitazioni chiuse con il cartello “Vendesi” esposto da anni. Allo stesso tempo, però, nel suo ufficio arrivano continuamente richieste di persone che cercano una sistemazione in affitto.
Famiglie con bambini, lavoratori, persone che già vivono in alloggi piccoli o degradati (gli unici disponibili per affitti), ma anche cittadini che vorrebbero trasferirsi a Casacalenda. Il problema è che le case esistono, ma non entrano nel mercato delle locazioni.
“Continuiamo a parlare di spopolamento, di paesi che muoiono, di giovani che se ne vanno. Però poi chi bussa trova porte chiuse”, scrive la sindaca. E la sua è una fotografia che racconta una realtà nuova e, per certi versi, sorprendente. Perché l’emergenza abitativa non riguarda più soltanto le grandi città o le località turistiche.

Non è soltanto un appello ai proprietari di immobili. Nelle parole della sindaca c’è anche una proposta concreta: trasformare il Comune in un punto di incontro tra chi possiede una casa vuota e chi ne cerca una. “Chi vuole affittare può rivolgersi al Comune perché qui, anche nel mio ufficio, arrivano continuamente richieste d’aiuto”, scrive Lallitto, offrendo la disponibilità dell’ente a favorire il contatto tra domanda e offerta. Un’idea semplice, quasi artigianale, che però potrebbe rivelarsi utile in molti altri centri dell’entroterra molisano. Da Guglionesi a Montecilfone, da Palata a Castelmauro, passando per Tavenna, Santa Croce di Magliano e Guardialfiera, non mancano infatti abitazioni chiuse o messe in vendita da anni mentre famiglie, lavoratori, nuovi residenti e cittadini stranieri in cerca di integrazione faticano a trovare un alloggio in affitto. In territori che continuano a perdere popolazione, recuperare anche solo una parte di questo patrimonio abitativo inutilizzato potrebbe diventare uno strumento concreto di contrasto allo spopolamento, forse più efficace di molti progetti annunciati negli ultimi anni.
In Molise, poi, esistono ormai due facce dello stesso problema.
La prima è quella ben nota della costa. A Termoli, negli ultimi anni, la crescita degli affitti brevi e delle strutture turistiche ha progressivamente ridotto il numero di abitazioni disponibili per chi cerca una casa tutto l’anno. Residenti, lavoratori stagionali, giovani coppie e famiglie si trovano spesso a competere con un mercato orientato quasi esclusivamente al turismo. Durante l’estate molti appartamenti vengono ritirati dal mercato delle locazioni tradizionali per essere destinati ai vacanzieri, con prezzi che salgono e disponibilità che diminuiscono.

La seconda faccia del fenomeno è quella che emerge dai paesi dell’interno. Qui non c’è la pressione del turismo. Non ci sono B&B a ogni angolo né appartamenti trasformati in case vacanza. Eppure trovare una casa in affitto può essere ugualmente difficile. Molti proprietari preferiscono lasciare gli immobili sfitti piuttosto che affittarli, nella speranza di venderli un giorno o semplicemente per timore di problemi nella gestione degli inquilini. Così abitazioni che potrebbero ospitare nuove famiglie restano inutilizzate per anni.
I meccanismi sono diversi, ma l’effetto finale è identico: chi cerca una casa si scontra con un’offerta insufficiente.
La riflessione della sindaca di Casacalenda tocca proprio questo punto. “Chi cerca casa non cerca la perfezione. Cerca un posto dignitoso dove ricominciare”. Un’affermazione che richiama un tema sempre più presente nel dibattito pubblico: il diritto all’abitare.
Negli ultimi mesi il tema è emerso anche a Termoli, dove associazioni, movimenti e opposizioni hanno denunciato gli effetti della turistificazione e della progressiva trasformazione della casa in uno strumento di rendita. Secondo questa lettura, quando gli immobili vengono utilizzati esclusivamente come investimento o restano chiusi per anni, il rischio è che intere comunità diventino meno accessibili proprio a chi vorrebbe viverci stabilmente.
Per questo l’appello lanciato da Casacalenda va oltre i confini del paese. Interroga l’intero Molise su una questione destinata a diventare sempre più centrale nei prossimi anni: non soltanto come attrarre nuovi abitanti, ma anche come garantire loro un tetto sotto cui vivere. Perché è vero che una casa vuota può essere un bene privato. Ma quando decine di case restano chiuse mentre famiglie e lavoratori non trovano un alloggio, il problema smette di essere individuale e diventa una questione che riguarda il futuro stesso delle comunità.


