“48 ore a Campobasso” fa il record di condivisioni: il Molise conquista il pubblico di Stati Uniti e Australia
Il documentario “48 ore a Campobasso”, prodotto dalla piattaforma internazionale Destination Calcio — broadcaster dedicato al racconto del calcio italiano per il pubblico anglofono — ha registrato la percentuale più alta di sempre di traffico proveniente da fonti esterne a YouTube nella storia della piattaforma. Un record che, secondo gli stessi produttori, testimonia come i campobassani e i molisani abbiano condiviso con orgoglio il racconto attraverso social network e WhatsApp, trasformandolo in un fenomeno virale.
L’eco ha rapidamente superato i confini italiani: i principali Paesi di provenienza del pubblico sono Italia, Regno Unito, Stati Uniti, Canada e Australia, una platea internazionale che sta scoprendo per la prima volta il Campobasso FC e il Molise.
Il documentario si inserisce in un percorso più ampio che include la docuserie ESPN “Running with the Wolves”, nata per raccontare la rinascita del club, e la presenza nella proprietà di Kelly Ripa e Mark Consuelos. Il presidente rossoblù Matt Rizzetta ha affidato al giornalista David Ferrini le parole che meglio descrivono il progetto: «Il Campobasso è molto più di un progetto calcistico. È un progetto sociale. I molisani sono profondamente legati alla squadra perché rappresenta la loro identità e anche la loro autostima». Un legame che ha trasformato il rapporto tra proprietà americana e territorio in qualcosa che va oltre il tradizionale rapporto tra un club e i suoi tifosi: «Per me Campobasso significa famiglia. Ci sosteniamo a vicenda, possiamo avere opinioni diverse come in ogni famiglia, ma troviamo sempre il modo di andare avanti insieme».
È però nelle ultime parole di Rizzetta che si racchiude forse il senso più profondo dell’intero percorso: «Sentiamo il dovere di utilizzare il calcio per mettere il Molise sulla mappa del mondo. Possiamo dirlo con orgoglio: il Molise esiste».


