Temperature sempre alte
|Caldo record, non è solo questione di afa: il rischio è sanitario. L’Asrem rafforza la rete di assistenza
Il Molise affronta una delle ondate di calore più intense dell’estate, con temperature elevate dalla costa all’entroterra. L’Azienda sanitaria attiva il piano di prevenzione previsto dal Ministero della Salute e invita a non sottovalutare i segnali del corpo: il caldo può trasformarsi in un’emergenza soprattutto per anziani, bambini e persone fragili.
Non è soltanto l’ennesima giornata afosa. E non è neppure solo un giugno particolarmente caldo. Le temperature che da giorni avvolgono il Molise stanno trasformando il caldo in un vero problema di salute pubblica, tanto da spingere l’Azienda sanitaria regionale ad attivare il piano di prevenzione previsto dal Ministero della Salute per fronteggiare gli effetti delle ondate di calore.
L’intervento arriva mentre il termometro continua a segnare valori ben oltre le medie stagionali sia lungo la costa sia nei centri dell’entroterra, con picchi che sfiorano i 40 gradi nelle ore centrali. E anche se le previsioni indicano un possibile cambiamento del tempo nella seconda parte della settimana, con l’arrivo di temporali che potrebbero essere anche intensi, il rischio sanitario resta elevato proprio nei giorni in cui il caldo raggiunge i suoi picchi.
Il punto è che il caldo estremo non provoca soltanto disagio. Può alterare l’equilibrio dell’organismo, favorire la disidratazione, abbassare la pressione, aggravare malattie cardiovascolari e respiratorie e, nei casi più gravi, provocare il colpo di calore, una condizione che richiede un intervento immediato.
Per questo l’ASReM ha deciso di rafforzare la rete di assistenza sul territorio recependo la recente circolare del Ministero della Salute. L’obiettivo è duplice: seguire più da vicino le persone più vulnerabili e, allo stesso tempo, evitare che i Pronto soccorso vengano messi sotto pressione da accessi che possono essere prevenuti con un’assistenza tempestiva sul territorio.
“Le temperature eccezionali di questi giorni rappresentano una minaccia concreta, in particolare per anziani, neonati, bambini piccoli, donne in gravidanza e persone affette da patologie croniche o fragilità sociali“, spiega Carmen Montanaro, direttore del Dipartimento unico di Prevenzione dell’ASReM.
Do conseguenza sono stati potenziati i collegamenti tra Distretti sanitari, Case della Comunità, medici di famiglia e pediatri, chiamati a monitorare con maggiore attenzione i pazienti più fragili. Anche nei Pronto soccorso è stato predisposto un percorso dedicato ai malori legati ad afa, disidratazione e colpi di calore, con particolare attenzione ai soggetti più esposti.
Ma la prima linea di difesa resta quella domestica.
L’invito dell’ASReM è quello di evitare l’esposizione al sole e gli sforzi fisici tra le 11 e le 18, bere frequentemente anche in assenza dello stimolo della sete, mantenere freschi gli ambienti e scegliere pasti leggeri. Ancora più importante è non lasciare soli gli anziani e le persone con difficoltà: familiari, vicini di casa e caregiver possono fare la differenza accorgendosi in tempo dei primi segnali di un malessere.
Forte stanchezza, confusione, vertigini, disidratazione, alterazioni della pressione o perdita di lucidità non devono essere sottovalutati. In questi casi è fondamentale contattare tempestivamente il medico di famiglia o i servizi sanitari, senza aspettare che la situazione peggiori.
L’ondata di calore che sta interessando il Molise, del resto, non rappresenta più un episodio eccezionale. Le estati sempre più lunghe e le temperature estreme stanno trasformando questi fenomeni in una condizione con cui il sistema sanitario è chiamato a confrontarsi ogni anno, soprattutto per proteggere una popolazione che invecchia e che presenta un numero crescente di persone affette da patologie croniche.
Per questo il piano attivato dall’ASReM va oltre il semplice decalogo di consigli. È il tentativo di mettere in rete medici, ospedali e servizi territoriali per intercettare i casi più delicati prima che diventino emergenze. Perché quando il caldo supera certe soglie, la prevenzione può fare la differenza tanto quanto una terapia.


