Ci risiamo
|L’Odissea delle strade molisane: basta il primo rientro dal mare e la Bifernina va in tilt
Il rientro dal mare del 2 giugno è bastato a mandare in crisi la Bifernina, con code chilometriche e attese a temperature altre fino a 45 minuti verso Campobasso. Una situazione che riaccende il dibattito sui cantieri dei viadotti del Liscione e sui tempi annunciati per la loro conclusione
L’estate non è ancora iniziata ufficialmente ma sulla Bifernina è già riapparso uno dei problemi che da anni accompagna gli spostamenti tra la costa e l’entroterra molisano. Nel pomeriggio di martedì 2 giugno centinaia di automobilisti diretti verso Campobasso si sono ritrovati intrappolati in una lunga fila di veicoli, con tempi di percorrenza aumentati e attese che, secondo diverse segnalazioni, hanno raggiunto anche i 45 minuti.
Le maggiori difficoltà si sono registrate nel tratto compreso tra il bivio di Larino e l’area dei viadotti che attraversano il lago di Guardialfiera. Proprio qui la presenza del senso unico alternato continua a rappresentare un punto critico nei momenti di maggiore afflusso di traffico. Il rientro dei tanti molisani che avevano scelto il mare per la Festa della Repubblica è bastato a mettere sotto pressione la circolazione, facendo riaffiorare un disagio che negli ultimi anni è diventato quasi una costante.
La storia, però, non comincia certo oggi. Chi percorre abitualmente la SS 647 Bifernina – statisticamente la strada più pericolosa della regione – sa bene che semafori, restringimenti e cantieri fanno parte del panorama della strada da molto tempo, praticamente da oltre 20 anni se non di più. La situazione si è però aggravata dopo il terremoto del 2018, quando le verifiche tecniche sulle strutture del Liscione portarono all’avvio di un vasto programma di consolidamento e miglioramento sismico dei viadotti Molise I e Molise II.
Da allora si sono succeduti interventi, modifiche alla viabilità e rallentamenti che hanno trasformato uno dei collegamenti più importanti della regione in una delle principali fonti di malumore per automobilisti, pendolari e autotrasportatori. I cantieri legati al post-sisma sono partiti nel 2019 e nel 2020 è stato avviato il grande intervento sul viadotto Molise I, destinato a protrarsi ben oltre le previsioni iniziali.
Negli ultimi mesi sono però arrivati alcuni segnali che lasciano intravedere una possibile conclusione della lunga stagione dei lavori. Il viadotto Molise II è tornato completamente percorribile dopo gli interventi principali realizzati nel 2025. Per il Molise I, invece, Anas ha indicato più volte il 2026 come l’anno in cui dovrebbero essere completate le opere ancora in corso, con il conseguente alleggerimento delle limitazioni che gravano sul traffico.
Resta da capire se queste previsioni saranno sufficienti a evitare un’altra estate di disagi. Il primo banco di prova non è stato incoraggiante: è bastata una giornata festiva e il primo vero esodo verso le spiagge per riportare in primo piano uno dei nodi irrisolti della viabilità molisana.


