Disuguaglianze croniche
|Mobilità sanitaria: Molise primo per fuga dei pazienti, ma saldo quasi in equilibrio grazie agli ospedali privati che attraggono
Il Rapporto SDO 2024 del Ministero della Salute conferma che il Molise registra la più alta percentuale di mobilità passiva d’Italia: quasi un ricovero su tre dei residenti avviene fuori regione. Eppure il saldo tra pazienti in uscita e in entrata è pressoché in equilibrio grazie alla forte capacità attrattiva delle strutture private, che richiamano cittadini dalle regioni limitrofe.
Il Molise torna a far parlare di sé nel nuovo report annuale sui ricoveri ospedalieri (2024) del Ministero della Salute: quella fotografata nei dati è una delle realtà più particolari del panorama sanitario nazionale. La nostra regione detiene infatti il primato italiano della mobilità passiva nei ricoveri per acuti in regime ordinario: il 32,8% dei residenti sceglie, o è costretto, a ricoverarsi in un’altra regione. Significa che quasi un paziente molisano su tre riceve assistenza ospedaliera fuori dai confini regionali.
Un dato che, letto isolatamente, potrebbe rappresentare il simbolo del fallimento del sistema sanitario regionale. In realtà il quadro è più articolato.
A differenza di altre regioni del Mezzogiorno, come Calabria, Campania e Sicilia, che registrano consistenti saldi negativi tra mobilità passiva e mobilità attiva, il Molise riesce infatti a compensare gran parte delle uscite grazie a una significativa capacità di attrazione. Le strutture ospedaliere regionali, in particolare quelle specializzate, continuano infatti a richiamare numerosi pazienti provenienti da Abruzzo, Puglia, Campania e Lazio.
È il motivo per cui, pur avendo il più alto indice di fuga del Paese, il saldo netto dei ricoveri risulta sostanzialmente in equilibrio. Un fenomeno tipico delle piccole regioni di confine, dove la mobilità sanitaria è influenzata sia dalla prossimità geografica sia dalla presenza di poli di eccellenza in specifiche discipline.
Parlare di un saldo quasi in equilibrio è riferito, esclusivamente, al bilancio tra la mobilità passiva (molisani ricoverati fuori regione) e mobilità attiva (pazienti di altre regioni che vengono ricoverati in Molise), nel nostro caso entrate e uscite si ‘compensano’ grazie ai cittadini delle province confinanti, per i quali raggiungere Campobasso o Pozzilli è spesso più semplice che spostarsi nei capoluoghi della propria regione.
Il principale polo di attrazione è senza dubbio l’IRCCS Neuromed: l’istituto è riconosciuto come centro di eccellenza nelle neuroscienze, neurochirurgia, neurologia, riabilitazione e ricerca clinica ed è un punto di riferimento per tutto il Centro-Sud. Lo stesso istituto evidenzia da anni un tasso di mobilità attiva molto elevato. Accanto al Neuromed, un ruolo importante è svolto anche dal Responsible Research Hospital (ex Gemelli Molise), anch’esso struttura privata accreditata, particolarmente attrattiva per numerose specialità.
Quando si dice, pertanto, che il Molise “attrae pazienti”, il merito è dovuto prevalentemente a poli di eccellenza come il Neuromed e il Responsible Research Hospital, mentre la rete ospedaliera pubblica continua a registrare maggiori difficoltà nel trattenere i residenti e nell’attrarre pazienti da altre regioni.
Ed è proprio questa dualità a rendere il caso molisano unico nel panorama nazionale.
Resta però evidente come una quota così elevata di cittadini che si rivolge agli ospedali di altre regioni rappresenti un indicatore di criticità. Le motivazioni sono molteplici: dalla ricerca di prestazioni altamente specialistiche alla riduzione dei tempi di attesa, fino alla percezione di una maggiore qualità dell’assistenza.
Il caso del Molise dimostra quindi che gli indicatori della mobilità sanitaria non possono essere letti in maniera superficiale. Se è vero che il primato nazionale della mobilità passiva evidenzia una persistente difficoltà nel trattenere i propri residenti, è altrettanto vero che la regione continua a svolgere un ruolo sanitario sovraregionale, grazie a ospedali che mantengono un significativo potere attrattivo.
La sfida per il futuro sarà quella di ridurre progressivamente la quota di cittadini costretti a curarsi fuori regione, mantenendo al tempo stesso la capacità di attrarre pazienti da altri territori. Un obiettivo che passa attraverso il rafforzamento della rete ospedaliera, l’abbattimento delle liste d’attesa e il consolidamento delle eccellenze già presenti sul territorio.


