La decisione dei giudici a Roma
|Tunnel di Termoli, il Consiglio di Stato chiude la partita: revoca legittima ma il Comune dovrà risarcire De Francesco
I giudici di Palazzo Spada respingono sia l’appello del Comune sia quello incidentale della De Francesco Costruzioni. Il project financing del Tunnel resta definitivamente revocato, ma viene confermato il diritto della società a ottenere un ristoro economico per le spese sostenute e per il comportamento “oscillante e inconcludente” dell’amministrazione dopo il 2023.
Si chiude, almeno sul piano giudiziario, una delle vicende urbanistiche e politiche più controverse della storia recente di Termoli. Il Consiglio di Stato ha respinto sia l’appello del Comune sia quello incidentale della De Francesco Costruzioni, confermando integralmente la sentenza del Tar Molise sul caso del Tunnel di Termoli, il progetto mai realizzato che per anni ha diviso politica, cittadini e associazioni.
La decisione della Quinta Sezione, pronunciata il 26 marzo 2026 e pubblicata nelle scorse ore, rappresenta di fatto l’epilogo della lunga battaglia legale legata al project financing del raccordo viario tra il lungomare Cristoforo Colombo e il porto, con parcheggio multipiano sotterraneo e interventi urbanistici nell’area di Pozzo Dolce e piazza Sant’Antonio.
I giudici romani confermano la legittimità della revoca del progetto decisa dal Comune a guida Balice, ma allo stesso tempo stabiliscono che De Francesco Costruzioni ha diritto a un ristoro economico per le spese sostenute nel corso degli anni. Non viene invece riconosciuto il lucro cessante, cioè il mancato guadagno che la società avrebbe ottenuto dalla gestione dell’opera.
Franco De Francesco
Il cuore della sentenza sta proprio in questo doppio binario: da una parte il Consiglio di Stato dà ragione all’amministrazione sulla scelta di fermare definitivamente il Tunnel, dall’altra boccia la linea difensiva del Comune secondo cui non sarebbe spettato alcun indennizzo alla società promotrice.
A commentare la decisione l’imprenditore Franco De Francesco: “Questa sentenza chiude definitivamente una vicenda lunga dieci anni con un riconoscimento pieno e irrevocabile: il Comune di Termoli ha sbagliato, ha tenuto De Francesco Costruzioni sospesa per due anni in un limbo di interlocuzioni senza esito. Non è una vittoria ideologica, è l’affermazione di un principio elementare di correttezza nelle relazioni tra pubblica amministrazione e imprese: chi investe, chi progetta, chi sostiene costi reali in buona fede merita risposte certe e tempestive, non silenzio. Guardiamo alla fase esecutiva con la stessa determinazione con cui abbiamo affrontato ogni grado di questo giudizio. Dispiace che i soldi pubblici che usciranno dalle casse comunali non serviranno per rendere più bella e per fare crescere ed evolvere la città”.
Nella ricostruzione dei giudici, il progetto originario prevedeva la costruzione del tunnel cittadino e di un parcheggio multipiano interrato affidato in gestione al futuro concessionario. L’aggiudicazione era stata assegnata nel 2018 (Giunta di centrosinistra Sbrocca) proprio alla De Francesco Costruzioni, ma dopo anni di contenziosi e interlocuzioni il Comune aveva prima avviato una nuova gara per la riqualificazione di Pozzo Dolce e piazza Sant’Antonio e poi revocato formalmente sia il pubblico interesse dell’opera sia l’aggiudicazione stessa.
Il Consiglio di Stato considera legittime le motivazioni che hanno portato alla revoca: il venir meno dei finanziamenti regionali, la sostenibilità economico-finanziaria del project financing, la situazione societaria della De Francesco Costruzioni e anche l’opposizione dei comitati cittadini al progetto.
Ma la sentenza entra anche nel comportamento tenuto dal Comune dopo la conclusione del precedente contenzioso amministrativo nel 2023. Ed è qui che arriva uno dei passaggi più significativi della decisione.
Secondo i giudici, tra aprile 2023 e luglio 2025 (all’epoca era sindaco Francesco Roberti prima e Balice poi) il Comune non assunse mai una posizione definitiva sulla sorte del progetto, mantenendo invece interlocuzioni e richieste tecniche che lasciavano intendere la possibilità di una prosecuzione dell’iter. Per questo viene confermata la responsabilità precontrattuale dell’ente.
Roberti e Balice
Il Consiglio di Stato parla esplicitamente di comportamento “oscillante e inconcludente” dell’amministrazione comunale.
La sentenza distingue quindi due diverse forme di ristoro economico: da una parte l’indennizzo per la revoca legittima del project financing, relativo alle spese sostenute tra il 2015 e il 2023; dall’altra il risarcimento per responsabilità precontrattuale, riferito invece al periodo compreso tra il 2023 e il 2025.
Non viene però fissata alcuna cifra definitiva.
I giudici confermano infatti il meccanismo della cosiddetta “condanna sui criteri”, lasciando a una fase successiva la quantificazione concreta delle somme sulla base delle fatture e delle spese effettivamente documentate dalla società.
Ed è proprio questo il punto economicamente più delicato della vicenda, perché nel dicembre scorso De Francesco Costruzioni aveva formalizzato una richiesta da oltre 1,8 milioni di euro, cifra che con interessi e rivalutazioni monetarie superava i 2,4 milioni. Il Comune aveva deciso di ricorrere al Consiglio di Stato soprattutto per contestare i profili economici della sentenza del Tar e tentare di ridurre o eliminare il possibile esborso.
Ma Palazzo Spada respinge anche questa impostazione. In un passaggio molto netto, il Consiglio di Stato scrive che non è il Comune a poter stabilire se l’indennizzo sia dovuto oppure no, perché il diritto al ristoro deriva direttamente dalla legge.
Allo stesso tempo, però, i giudici respingono anche le richieste più ampie avanzate dalla società privata. Viene escluso il riconoscimento dell’utile che l’impresa avrebbe ottenuto dalla gestione del Tunnel e del parcheggio, perché non è stata dimostrata la perdita concreta di altre occasioni contrattuali.
Alcune immagini del progetto
La decisione del Consiglio di Stato chiude così definitivamente la vicenda amministrativa del Tunnel di Termoli, un progetto che per anni ha rappresentato uno dei temi più divisivi della città, tra chi lo considerava un’opera strategica per la viabilità e chi invece lo vedeva come una trasformazione incompatibile con il paesaggio e l’identità urbana di Sant’Antonio e Pozzo Dolce.
Si apre ora la fase esecutiva della vicenda, quella destinata a stabilire l’importo concreto che il Comune dovrà corrispondere alla De Francesco Costruzioni. Palazzo Spada conferma infatti il meccanismo già indicato dal Tar Molise: le somme dovranno essere quantificate attraverso un procedimento tecnico basato sulle fatture e sulla documentazione depositata in giudizio dalla società. Un passaggio tutt’altro che secondario anche perché il Tar, già nella sentenza del novembre 2025, aveva previsto che il Comune procedesse alla liquidazione entro 90 giorni. Termine ormai ampiamente superato a causa del ricorso al Consiglio di Stato e che potrebbe ora incidere ulteriormente sul conto finale, con l’aggravarsi degli interessi maturati nel frattempo.
Il Tunnel non si farà. Ma la lunga storia giudiziaria lascia ora aperta un’ultima partita: quella economica, che potrebbe ancora avere un peso importante sui conti del Comune di Termoli.






