Edizione Bolognese/9
|Silvia Sciorilli Borrelli al Festival del Sarà: il Financial Times guarda l’Italia, e quello che vede non è sempre quello che gli italiani pensano di sé
Corrispondente del Financial Times da Milano dal 2020, già a Politico Europe e CNBC. Prima italiana corrispondente del FT a Milano. Formatasi tra Roma, New York e Londra. Opinionista per LA7, BBC News, CNN International. Premio Viareggio per il giornalismo 2022.
Nel settembre del 2018, Silvia Sciorilli Borrelli firma uno scoop che fa il giro del mondo: la storia del concorso universitario dell’allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte. È già a Londra da anni, corrispondente di Politico Europe, e viene inviata a Roma per coprire il primo governo giallo-verde. Segue dall’interno il doppio populismo Lega-M5S in un momento in cui l’Italia sembra sfidare frontalmente l’establishment europeo. La distanza le dà una prospettiva che non ha molti dei suoi colleghi italiani: lei guarda l’Italia come la guardano i mercati, i cancellieri, i presidenti di banca centrale.
Nata a Roma nel 1986, figlia del giornalista RAI Giulio Borrelli, è cresciuta tra Roma e New York. Si è laureata in Giurisprudenza alla Bocconi con lode, ha lavorato due anni in uno studio legale americano, poi ha scelto il giornalismo. Ha frequentato la scuola Walter Tobagi, poi CNBC a Milano e Londra, poi Politico Europe. Dal 15 aprile 2020 è la prima italiana corrispondente del Financial Times a Milano, dove segue mercati, banche, politica economica e geopolitica italiana. Nel 2013 ha vinto il premio Morrione (sezione premio Ilaria Alpi) per un’inchiesta sul traffico di rifiuti radioattivi nel Mediterraneo. Nel 2022 ha vinto il Premio Viareggio per il giornalismo e il Premiolino.
Al panel sulla guerra cambiata, Sciorilli Borrelli porta la prospettiva di una corrispondente internazionale che racconta l’Italia al mondo e il mondo all’Italia attraverso la lente di una delle testate finanziarie più autorevoli del pianeta. In dialogo con Alessandro Arduino, la sua prospettiva sarà quella di chi sa come le tensioni geopolitiche si traducono in numeri di mercato, in spread, in decisioni di investimento, in fuga di capitali. La guerra non è solo un evento militare: è anche un evento finanziario, e chi la racconta per il Financial Times sa che le due dimensioni sono inscindibili.


