Sanità molisana, il fronte progressista: “Pronti a una battaglia politica e giudiziaria”
Conferenza stampa unitaria davanti al Consiglio regionale del Molise contro il Programma operativo per la sanità. Dure critiche da PD, M5S e altre forze progressiste: annunciata mobilitazione su più livelli, dal Parlamento ai territori.
Un fronte compatto, determinato a contrastare quello che viene definito un “colpo durissimo” per la sanità molisana. È questo il messaggio emerso dalla conferenza stampa che si è svolta questa mattina davanti alla sede del Consiglio regionale del Molise, dove le forze dell’area progressista si sono riunite per esprimere una netta opposizione al nuovo Programma operativo sanitario.
Ad aprire e moderare gli interventi è stato il segretario regionale del Partito Democratico, Ovidio Bontempo, che ha tracciato da subito la linea politica: “Quella del PD sarà una battaglia anche a livello parlamentare”, ha dichiarato, annunciando interrogazioni e l’utilizzo “di tutti gli strumenti politici e giudiziari” contro quello che ha definito “una scure pronta ad abbattersi sul Molise”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Antonio Federico, coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle, che ha ricordato la posizione storica del Movimento in difesa della sanità pubblica. Federico ha inoltre sottolineato la scelta del M5S di prendere le distanze “dalla filiera istituzionale del centrodestra”, più volte rivendicata dal presidente della Regione, Francesco Roberti.
Nel corso dell’incontro sono stati citati anche altri esponenti del campo progressista che, pur non presenti fisicamente, hanno fatto pervenire il loro sostegno: tra questi Vincenzo Notarangelo e il sindaco di Isernia Piero Castrataro.
A seguire è intervenuto il segretario regionale di Italia Viva, Vincenzo Mucci, che ha poi ceduto la parola a Donato Frate. Quest’ultimo ha utilizzato toni molto duri, definendo il piano “un colpo di grazia” per il sistema sanitario regionale. Ancora più netto l’intervento dell’esponente dei Verdi, che ha parlato apertamente di “azione criminale”.
Dal fronte socialista, Marcello Miniscalco ha annunciato l’intenzione di chiedere la revoca del provvedimento ai commissari, rilanciando anche la battaglia parlamentare per modificare il decreto Balduzzi.
Ampio spazio è stato dedicato anche agli interventi dei consiglieri regionali. La capogruppo del PD, Alessandra Salvatore, ha ricordato come nella seduta odierna del Consiglio si discuterà del bilancio, ma anche della sanità. “Chiederemo la revoca dei commissari e la sospensione del Programma operativo”, ha spiegato, aggiungendo la necessità di coinvolgere tecnici per la redazione di un piano di rientro alternativo rispetto a quello avviato nel 2007.

Il consigliere Vittorino Facciolla ha portato l’esempio della Calabria, sottolineando come, pur partendo da condizioni peggiori, sia riuscita a uscire dal commissariamento. “Serve una presa di posizione forte della politica”, ha affermato.
Sui temi territoriali si è concentrato l’intervento di Micaela Fanelli, che ha acceso i riflettori sui tempi di percorrenza, elemento – ha detto – non adeguatamente considerato nel piano. “Dopo l’emergenza maltempo il Molise è cambiato: i tempi di collegamento, ad esempio da Termoli verso gli ospedali, vanno completamente rivisti”.
Tra gli interventi più tecnici, quello di Angelo Primiani, che ha evidenziato una forte contraddizione del Programma operativo: la possibile chiusura dell’emodinamica di Termoli. “Secondo i dati Asrem – ha spiegato – il servizio costa circa 1,8 milioni di euro l’anno, ma la sua chiusura comporterebbe un aumento della mobilità passiva pari a circa 2 milioni di euro annui”. Un paradosso, dunque, che secondo Primiani dimostrerebbe l’incoerenza economica e sanitaria del piano.
A lanciare un allarme sul futuro delle aree interne è stato il sindaco di Agnone e presidente della Provincia di Isernia, Daniele Saia, che ha parlato di “pericolo imminente”: “Se questo Programma operativo andrà avanti, l’Alto Molise rischia di dimezzare la propria popolazione nel giro di pochi anni”. Saia ha inoltre ricordato come Isernia sia “la prima e unica provincia italiana a non avere un punto nascita”, annunciando che ci sarà un’azione anche attraverso l’UPI, l’Unione delle Province Italiane. Presente anche il presidente della Provincia di Campobasso, Pino Puchetti.
Alla conferenza hanno partecipato inoltre diversi consiglieri comunali di Campobasso, tra cui Simone Cretella, Angelo Marchegiani e Pina Panichella, a testimonianza di una mobilitazione ampia anche a livello locale.

A chiudere gli interventi è stata la sindaca di Campobasso, Marialuisa Forte, che ha sottolineato come, pur non essendo l’ospedale Cardarelli direttamente colpito dai tagli previsti, gli effetti negativi ricadranno comunque anche sul capoluogo. “Ci muoveremo in ogni modo possibile – ha dichiarato – anche in forma di solidarietà istituzionale, perché noi sindaci dobbiamo essere compatti, pur sapendo di poter incidere fino a un certo punto”.
Fanelli ha infine annunciato una mobilitazione dal basso che partirà già da domani, una linea condivisa anche da esponenti del M5S come Roberto Gravina, che ha reso noto che la commissione parlamentare per la sanità del Movimento effettuerà sopralluoghi nei diversi centri della regione.
La conferenza si è così conclusa con un appello unitario: trasformare la protesta in una battaglia concreta, capace di coinvolgere istituzioni, Parlamento e cittadini, per difendere il futuro della sanità pubblica molisana.


