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A Napoli Riparte l’Italia riunisce la classe dirigente del Meridione: far crescere il Sud nella tempesta globale

A Napoli il 28 maggio l’Osservatorio Economico e sociale Riparte l’Italia, presieduto dal professor Luigi Balestra, con il patrocinio del Comune di Napoli promuove per il secondo anno consecutivo l’appuntamento che riunisce la classe dirigente del Sud. Con gli interventi di Manfredi, Fico, Decaro, Todde, Occhiuto, Di Maio. Coordinamento dei lavori affidato ad Antonello Barone.

È ancora possibile far crescere il Mezzogiorno mentre il mondo brucia? Questo interrogativo attraverserà l’intera giornata di lavori che l’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia ha costruito per il 28 maggio al Circolo Nazionale dell’Unione all’interno del Teatro San Carlo, nel cuore di Napoli. La risposta che l’iniziativa prova a costruire non è affidata alla retorica delle buone intenzioni, ma a un confronto serrato tra chi governa le regioni meridionali, chi gestisce le infrastrutture strategiche del Paese, chi produce e innova, chi studia i territori dall’interno. Un format collaudato, quello degli Stati Generali della ripartenza promosso dall’osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia, presieduto dal Professor Luigi Balestra, che torna a Napoli, capitale ideale del Mezzogiorno, per affrontare un tema centrale, all’interno di una cornice di senso che non ammette ambiguità: la tempesta globale non è uno sfondo neutro, è la variabile che cambia le regole del gioco.

La giornata coordinata da Antonello Barone, ideatore del Festival del Sarà e moderatore degli eventi pubblici dell’osservatorio Riparte l’Italia, si apre con i saluti istituzionali del presidente della Regione Campania Roberto Fico, del sindaco di Napoli e presidente ANCI Gaetano Manfredi e di Luigi Balestra, presidente dell’Osservatorio. Il primo panel alle 10 mette attorno allo stesso tavolo i presidenti delle regioni meridionali: Alessandra Todde (Sardegna), Antonio Decaro (Puglia), Roberto Fico (Campania), Roberto Occhiuto (Calabria), Renato Schifani (Sicilia) e l’assessore regionale della Basilicata Laura Mongiello. Titolo: Governare il Sud tra crisi, sviluppo e riconversione. Un confronto che divine un banco di prova politico, perché la geografia delle presenze è decisiva: destra e sinistra, insularità e continente, regioni in crescita e regioni in affanno cronico. La moderazione è affidata ad Andrea Pancani, vicedirettore di TgLa7, che accompagnerà più sessioni nel corso della giornata.

Alle 11 il fuoco si sposta sulle città: Manfredi, Episcopo (Foggia), Zedda (Cagliari), Leccese (Bari) discutono del ruolo delle grandi aree urbane meridionali nell’Europa del futuro. Il nodo è reale: le città del Sud sono al tempo stesso motori potenziali di sviluppo e i luoghi dove le disuguaglianze si concentrano con più violenza. Il moderatore è Giuseppe Brindisi di Mediaset.

Nella stessa mattinata alle 12 Luigi Di Maio, oggi Rappresentante Speciale dell’Unione Europea nel Golfo Persico, interviene su Il mondo in fiamme, quale de-escalation: un innesto geopolitico non decorativo, perché le tensioni internazionali pesano direttamente sulle catene di approvvigionamento energetico e sui corridoi commerciali che attraversano il Mediterraneo, il mare che il Sud guarda. A seguire, alle 12.30, Luigi Sbarra, sottosegretario con delega alle Politiche per il Sud, è chiamato a rispondere alla domanda più diretta: quali politiche, con quali risorse, per quale visione.

Il pomeriggio si apre con la sessione sull’energia: La tempesta globale e lo shock energetico, con Giuseppe Argirò di Elettricità futura e la geopolitica di Greta Cristini, moderati da Massimiliano Atelli. Poi la ZES Unica con il coordinatore Romano, e Renato Loiero, consigliere economico e di bilancio del presidente del Consiglio, a ragionare di come il Sud sia rappresentato (o non lo sia) nel bilancio dello Stato.

Alle 16.20 il panel sulle infrastrutture è probabilmente il più denso dell’intera giornata: Enel, Ferrovie dello Stato, Fincantieri, gli aeroporti di Napoli e Palermo, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Un pezzo consistente del sistema infrastrutturale meridionale seduto allo stesso tavolo, con una professoressa di diritto dei trasporti dell’Università di Bologna a tenere il filo critico. Alle 17 il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Carmine Masiello, affronta il tema della dimensione della sicurezza nel Mediterraneo allargato.

Le ultime due sessioni della giornata, prima delle conclusioni delle 19, raccontano l’architettura tematica più interessante. Alle 17.30 si discute di Innovazione motore del Sud, con imprenditori come Josè Rallo di Donnafugata, Gianni Lettieri di Atitech, Vito Grassi di Graded, un professore del University College London e un clinico della Vanvitelli: la combinazione tra impresa privata, formazione e ricerca che dovrebbe essere il motore reale di una svolta meridionale. A chiudere, alle 18.30, la sessione: Sud, coesione sociale tra imprese e terzo settore, con Marco Musella dell’Università Federico II e Rosa Cappelluccio della Fondazione Figli degli Altri, moderata da Antonello Barone.Il format di Riparte l’Italia ha dimostrato nel tempo una capacità non comune di costruire contesti in cui il confronto tra politica, impresa, istituzioni e ricerca avviene senza che nessuno reciti il copione dell’auto-rappresentazione. Napoli, il Mezzogiorno, la tempesta globale: il 28 maggio è un appuntamento che non si rivolge solo agli addetti ai lavori. Si rivolge a chi vuole capire se e come il Sud può smettere di essere un problema da gestire e diventare, finalmente, una risorsa da governare.
L’evento si svolge al Circolo Nazionale dell’Unione. È previsto il live streaming su ripartelitalia.it.