Crollo ponte Trigno, la famiglia Racanati non si arrende: “Rimuovete le macerie e ridateci Domenico”
A un mese dal crollo del ponte sul Trigno, la famiglia di Domenico Racanati torna a chiedere risposte con un appello diffuso sui social, rilanciato dalla pagina “Pescatori a Tavola”, sollecitando la rimozione delle macerie della campata del viadotto Trigno e la ripresa delle operazioni di ricerca del 53enne pescatore di Bisceglie disperso dalla mattina del 2 aprile.
“Io sono la mamma di Domenico, non chiedo favori, ma chiedo giustizia. Mio figlio non deve restare neanche un altro giorno lì sotto. Siamo stanchi con un immenso dolore, un dolore di una mamma che vuole suo figlio a casa”.
Alla voce della madre si aggiunge quella del fratello Alessandro: “È passato un mese dal crollo del Ponte Trigno e ancora il ponte è lì fermo, come se niente fosse. Nessuna novità, nessuna risposta. Non possiamo più aspettare che passino ancora giorni. Vogliamo che si inizi a rimuovere tutte quelle macerie”.
La famiglia sottolinea la mancanza di sviluppi nelle ricerche: “Siamo arrabbiati perché è passato troppo tempo. Mio fratello non può restare lì, non può essere abbandonato e dimenticato. È una cosa proprio ingiusta”.
Nel messaggio si richiama anche quanto emerso nelle settimane successive al crollo: “Dopo 25 giorni di ricerche in mare, la macchina non è potuta sparire né nulla. Tutto ciò che è stato trovato è stato trovato sul ponte o sotto il ponte”.
L’appello si chiude con una richiesta diretta: “Noi non possiamo più aspettare. Alzate quel ponte e prendete mio figlio – conclude la madre – mio figlio deve tornare a casa”.


