I racconti
|“Qui vivono famiglie tranquille, ora abbiamo paura anche ad aprire il portone”: i residenti di Via Venezia sono preoccupati
Dopo l’esplosione davanti al palazzo di via Venezia a Termoli, i residenti raccontano paura, tensione e anni di convivenza difficile. Gli investigatori seguono la pista intimidatoria, mentre le indagini ipotizzano collegamenti con un pregiudicato che vive nello stabile.
Alle otto di sera, in un condominio pieno di famiglie, pensionati, persone malate e bambini che entrano ed escono dal palazzo, il boato è stato così forte da far tremare porte e finestre. “Sembrava una bomba vera”, raccontano oggi i residenti di via Venezia, ancora scossi dopo l’esplosione della bomba carta davanti all’ingresso dello stabile nella serata di martedì 5 maggio.
A distanza di ore, davanti al portone danneggiato, resta soprattutto il senso dello scampato pericolo. “Trenta secondi prima del botto stava uscendo una signora dall’ascensore. Due minuti prima era salito un ragazzo. Se fosse capitato in quel momento, oggi staremmo qua a parlare di altro”.
Nel palazzo vivono dodici famiglie. “Qui ci sono pensionati, persone perbene, una signora cardiopatica che si è sentita male dalla paura, un’altra persona allettata che ha dovuto lasciare casa durante gli accertamenti. Alla fine ce la caveremo con soldi da spendere per rifare il portone, ma il prezzo poteva essere molto più alto”. I residenti sono preoccupati, e a ragione. Il danno dell’ordigno rudimentale è stato limitato, ma questo non basta a rassicurare nessuno né a escludere il timore che un episodio del genere possa tornare a ripetersi.

E del resto la notte dell’esplosione è stata lunga, e non facile. I residenti sono rimasti fuori casa per ore, mentre sul posto lavoravano vigili del fuoco, polizia, artificieri e scientifica. Solo dopo gli accertamenti è stato possibile rientrare negli appartamenti.
Le indagini del Commissariato di via Cina si stanno concentrando soprattutto sulla pista intimidatoria. Gli investigatori – pur senza confermare nulla – non possono escludere allo stato attuale che la bomba carta possa rappresentare una ritorsione o uno “sgarro” nei confronti di un pregiudicato che vive proprio nello stabile, già noto alle forze dell’ordine. Al momento non risultano indagati e gli accertamenti sono ancora in corso.
Nel quartiere, però, il clima è pesante. E non da oggi, come si apprende sondando gli umori delle persone. Alcuni raccontano di un continuo via vai di persone attorno al palazzo, soprattutto nelle ore serali. “Qui vediamo sempre qualcuno che arriva e aspetta, chi lascia il monopattino, chi gira con lo zaino. È difficile perfino capire chi possa aver fatto una cosa del genere, perché c’è movimento continuo”, racconta uno che vive in zona.

Nessuno dice apertamente di aver visto chi ha piazzato l’ordigno. E forse nessuno lo sa. L’esplosione, secondo gli abitanti della strada, che è popolosa e frequentata, sarebbe avvenuta in pochi secondi. “Può essere stato velocissimo tutto. Certo, se qualcuno fosse passato proprio in quel momento magari avrebbe collegato una persona al boato, ma qui è difficile distinguere”.
Molti sostengono di aver più volte segnalato tensioni e problemi. “Tutti sanno tutto”, ripetono alcuni residenti quasi con rassegnazione. E c’è anche chi ammette che una situazione del genere non è stato il classico fulmine a ciel sereno. “Me lo aspettavo. Però non alle otto di sera, quando la strada è piena di gente”.
Gli agenti stanno provando ad acquisire le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona e cercando eventuali testimoni. Chi ha piazzato la bomba carta ha agito in modo spregiudicato, rischiando concretamente di essere visto.
Nel frattempo nel palazzo resta la paura. “Il problema – dice un residente – è che qui abbiamo l’impressione che debba succedere qualcosa di gravissimo prima che le cose cambino davvero”.


