Portocannone
|Nel dolore più grande il dono della vita: gli organi della piccola Caterina saranno donati
I genitori della bambina di 22 mesi morta all’ospedale Salesi di Ancona hanno autorizzato l’espianto degli organi dopo la dichiarazione di morte cerebrale. Un gesto di generosità che permetterà ad altre persone di vivere.
Nel momento più difficile, quello che nessun padre e nessuna madre dovrebbero mai affrontare, la famiglia della piccola Caterina Famiglietti ha compiuto una scelta che guarda oltre il dolore.
Dopo la dichiarazione di morte cerebrale avvenuta nel tardo pomeriggio di ieri all’ospedale pediatrico Salesi di Ancona, i genitori della bambina di 22 mesi hanno autorizzato la donazione degli organi.
Le procedure di espianto sono state avviate nella struttura sanitaria marchigiana e saranno seguite dalla certificazione formale dell’avvenuto decesso, che verrà poi trasmessa alle autorità competenti.
La notizia aggiunge una dimensione ulteriore a una vicenda che negli ultimi giorni ha profondamente colpito il Molise e in particolare la comunità di Portocannone.
Caterina era rimasta gravemente ferita sabato scorso dopo essere stata investita accidentalmente dall’auto guidata dal padre durante una manovra. Trasportata prima all’ospedale San Timoteo di Termoli e poi in elisoccorso ad Ancona, ha lottato per giorni tra la vita e la morte prima che i medici ne dichiarassero la morte cerebrale.
Nelle stesse ore in cui il paese si preparava al lutto cittadino annunciato dal sindaco Francesco Gallo, è arrivata la decisione dei genitori di consentire la donazione degli organi.
Un gesto che, nel sistema dei trapianti, rappresenta una delle più alte espressioni di solidarietà civile. Ogni donazione può infatti offrire una concreta possibilità di sopravvivenza o di miglioramento della qualità della vita a persone gravemente malate in attesa di un organo compatibile.
Dietro le procedure mediche e gli aspetti tecnici resta soprattutto il significato umano di una scelta maturata dentro un dolore immenso. La vita di Caterina si è fermata troppo presto, ma attraverso la donazione una parte di lei continuerà a vivere in altre persone.
È una decisione che richiede forza, lucidità e generosità in un momento devastante e che oggi viene accolta con rispetto e commozione da un’intera comunità, ancora profondamente segnata dalla perdita della sua bambina.


