Tre fratelli caduti in guerra, a Ferrazzano la Medaglia al Valore Morale. Niro: “Dolore e orgoglio”
“Oggi una intera comunità, rappresentata anche da tanti studenti, ricorda tre eroi caduti in guerra, tre giovanissimi ferrazzanesi uniti da un doppio destino: meraviglio da una parte tragico dall’altro. Erano infatti fratelli, ma sono prematuramente scomparsi durante la Grande Guerra. Siamo commossi e onorati nel vedere attribuita al Comune di Ferrazzano la Medaglia di Commemorazione al Valore Morale. E’ un riconoscimento alla memoria, al sacrificio e alla civiltà della nostra gente. Un abbraccio forte ai discendenti di Carminantonio, Giuseppe e Giacomantonio Reale, giovani che lasciarono le loro case e famiglie a Ferrazzano e trovarono l’asprezza di un territorio difficile in quella che da guerra rapida si trasformò in una pesante guerra di trincea”.
Così il sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale Vincenzo Niro intervenuto questa mattina a Palazzo Chiarulli di Ferrazzano dove il sindaco Vincenzo Sforza ha ricevuto dal Colonnello dell’Esercito Ettore Scialpi la Medaglia al Valore Morale in memoria della famiglia Reale-De Stefano.
Presenti i discendenti dei tre giovani ferrazzanesi nati tra il 1884 al 1994 e deceduti durante la guerra del 15-18: in sala convegni, i fratelli Tonino e Rosaria Reale e i più giovani Michele Reale e Luigi Colalillo, genero e Tenente del Corpo Ufficiale della Croce Rossa.
“Porto a tutti voi il saluto del presidente Francesco Roberti – ha proseguito Vincenzo Niro – l’istituzione Regione Molise, presente qui anche con il Presidente del Consiglio Pallante – è lieta che a un evento che esprime così alti valori e significati, omaggiando la memoria dei nostri caduti, siano presenti i giovani della prima e seconda classe della Scuola secondaria di primo grado di Ferrazzano. Le guerre sono sempre eventi terribili e luttuosi – cari ragazzi – ce ne accorgiamo in particolare quando ne siamo toccati direttamente come avvenne per la Prima guerra mondiale in cui, con i tre fratelli Reale, morirono migliaia di altri giovani molisani”.


