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Morte di Latifa sulla Statale 87, la Procura apre un’inchiesta per omicidio stradale: sequestrato lo scooter, si valuta autopsia

La giovane di 27 anni viveva a Termoli e lavorava in un bar sulla Statale 16. Il conducente della moto, un 48enne termolese, è ricoverato con diverse fratture. Indagato per omicidio stradale. Disposti accertamenti tecnici e sanitari, si valuta l’autopsia

La Procura della Repubblica di Larino ha aperto un fascicolo per omicidio stradale sulla morte di Latifa Jdid, la giovane di 27 anni deceduta nella serata di domenica 17 maggio in un drammatico incidente avvenuto lungo la Statale 87, all’ingresso di Termoli, nei pressi del distributore Q8. Un atto dovuto, finalizzato a consentire tutti gli accertamenti tecnici e medico-legali necessari per chiarire con precisione le cause dello schianto costato la vita alla ragazza, molto conosciuta in città.

L’inchiesta riguarda il conducente dello scooter di grossa cilindrata sul quale Latifa viaggiava come passeggera. Si tratta di un uomo di 48 anni di Termoli, suo amico, che è rimasto ferito nell’incidente ed è attualmente ricoverato in ospedale con diverse fratture e politraumi. Le sue condizioni, secondo quanto emerge, non sarebbero considerate critiche ma sono serie.

La dinamica è ancora al vaglio della Polizia Stradale, che nella notte ha lavorato a lungo sul luogo dell’incidente effettuando rilievi e accertamenti. Secondo una prima ricostruzione, non risultano coinvolti altri veicoli.
Poco prima della tragedia i due avevano partecipato a un pranzo tra amici. Sarebbe stata la stessa Latifa a chiedere di fare un giro in moto. Stavano raggiungendo il fidanzato della ragazza – con cui conviveva e con il quale si sarebbe dovuta sposare secondo le testimonianze raccolte – e altri componenti della comitiva quando, per motivi ancora da chiarire, lo scooter avrebbe improvvisamente perso aderenza con l’asfalto finendo fuori strada.
L’ipotesi al vaglio degli investigatori è che il mezzo possa aver perso stabilità anche a causa della velocità, ma saranno gli approfondimenti tecnici a chiarire cosa sia realmente accaduto in quei pochi secondi.
L’impatto è stato violentissimo. I due sono stati sbalzati sull’asfalto e per Latifa non c’è stato nulla da fare. La giovane sarebbe morta praticamente sul colpo nonostante il rapido intervento dei sanitari del 118.

Come previsto nei casi di incidenti mortali, il conducente dello scooter è stato sottoposto agli accertamenti tossicologici e alcolemici di rito. Gli esiti sono già stati trasmessi alla Procura.
Nel frattempo la Polizia Stradale ha posto sotto sequestro lo scooter di grossa cilindrata, sul quale potrebbe essere disposta una perizia tecnica per verificare eventuali anomalie meccaniche o altri elementi utili all’inchiesta. La Procura guidata da Elvira Antonelli sta inoltre valutando se disporre l’autopsia sul corpo della giovane, ricomposto all’obitorio dell’ospedale San Timoteo di Termoli.
La morte di Latifa ha provocato profondo dolore soprattutto tra i giovani della città adriatica e nel quartiere Difesa Grande, dove viveva. Originaria del Marocco, abitava da tempo a Termoli e lavorava come barista in una stazione di servizio lungo la Statale 16 tra Termoli e Campomarino.

In passato aveva vissuto anche a Corato, in Puglia, dove risiedono i genitori, arrivati nelle ore successive alla tragedia, devastati dal dolore.
Nelle ultime ore sono stati tantissimi i messaggi comparsi sui social per ricordare la ragazza, descritta da amici e conoscenti come una persona solare, gentile e molto amata. Una morte improvvisa che lascia sgomenta un’intera comunità e che ora attende risposte dagli accertamenti tecnici e giudiziari avviati dalla Procura di Larino.