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Latifa è morta per ferite profonde alla testa. Indagine per omicidio stradale con alcol oltre i limiti

Eseguita l’autopsia in obitorio: la 27enne morta domenica sera sulla Statale 87 avrebbe riportato una gravissima lesione cranica dopo l’impatto contro il guard-rail. Il conducente dello scooter, un 48enne di Termoli, è indagato per omicidio stradale aggravato dallo stato di ebbrezza. Al vaglio anche la mancata revisione del veicolo.

Si è svolta oggi, 21 maggio, nell’obitorio dell’ospedale San Timoteo di Termoli, l’autopsia sul corpo di Latifa Jdid, la giovane di 27 anni morta domenica sera nel drammatico incidente stradale avvenuto lungo la Statale 87, all’ingresso della città adriatica.

Un accertamento durato circa quattro ore e considerato centrale nell’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Larino, che procede per omicidio stradale nei confronti del quarantottenne termolese, I.S., alla guida dello scooter di grossa cilindrata sul quale la ragazza viaggiava come passeggera.

incidente mortale statale 87

Secondo quanto emerge dai primi riscontri medico-legali, la giovane – pur indossando regolarmente il casco – avrebbe riportato ferite profonde al cranio, risultate fatale dopo il violentissimo impatto contro il guard-rail e successivamente contro l’asfalto.

L’esame autoptico è stato eseguito dalla dottoressa Maria Antonella Bosco dell’Istituto di Medicina Legale di Foggia. Come consulente di parte per i familiari era presente la dottoressa Elvira Moccia. I legali difensori di fiducia dei familiari e del compagno convivente di Latifa sono Roberto D’Aloisio e Monica Mastrantonio, mentre oggi era presente anche l’avvocata Marta Petti, oltre ai legali Nicola Bonaduce e Bernardo Mucci, difensori dell’uomo indagato.

I risultati completi dell’autopsia verranno depositati entro novanta giorni.

Nel frattempo l’inchiesta entra in una fase particolarmente delicata. Gli agenti della Polizia Stradale stanno infatti notificando in queste ore il decreto di sequestro del casco e della motocicletta coinvolta nell’incidente. Tra gli elementi al vaglio degli investigatori ci sarebbe anche la mancata revisione del mezzo.

Ma il punto più pesante, sotto il profilo giudiziario, riguarda il tasso alcolemico del conducente, che sarebbe risultato superiore ai limiti consentiti dalla legge. Per questo l’ipotesi di reato contestata al momento è quella di omicidio stradale aggravato dallo stato di ebbrezza.

Secondo la ricostruzione finora emersa, lo scooter stava percorrendo a velocità sostenuta una curva lungo la Statale 87 quando avrebbe improvvisamente perso aderenza, sbandando violentemente fino all’impatto contro il guard-rail della carreggiata opposta. Sia il conducente sia Latifa Jdid sarebbero stati sbalzati dal mezzo.

La tragedia ha profondamente colpito la comunità di Termoli. Latifa lavorava come barista in un distributore di carburanti lungo la Statale 16 tra Termoli e Campomarino ed era conosciuta da molti per il carattere solare e gentile. Viveva con un giovane di Termoli, e la coppia aveva maturato il desiderio di sposarsi.

Distrutti dal dolore i familiari della giovane, arrivati nei giorni scorsi dalla Puglia, dove la ragazza aveva vissuto in passato e dove ancora oggi risiede parte della famiglia. La salma è già ripartita verso Corato, dove domani si svolgeranno i funerali.

Il conducente dello scooter resta ricoverato in ospedale con diverse fratture e politraumi. Le sue condizioni non sarebbero gravi. Nel frattempo gli investigatori proseguono gli accertamenti per ricostruire ogni dettaglio di una tragedia che continua a scuotere profondamente la città.