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La notte di Natale, su Reddit, qualcuno ha chiesto come avvelenare una persona con la ricina

Singolare e macabra coincidenza dal web. La richiesta comparsa il 24 dicembre scorso su Reddit, uno dei più grandi forum del web dove gli utenti pubblicano domande e contenuti spesso senza identità verificata. Nei thread dedicati a veleni, sostanze tossiche e casi criminali, il nome della ricina compare con una frequenza sorprendente. Quell’account è stato sospeso ma la conversazione è ancora presente.

Mentre le indagini sulla tragedia di Pietracatella procedono nel massimo riserbo, un dettaglio inquietante riaffiora dal web. Sono precisamente le 02:13 del 25 dicembre 2025 quando l’account dal nome generico Expensive_Estate1897 pubblica un thread sulla community r/allthequestions. Il titolo, scritto in inglese, è diretto: “Where can one easily obtain fast acting poisons?” (“Dove si possono ottenere facilmente veleni ad azione rapida?”).
Nel corpo del messaggio, l’autore entra maggiormente nel dettaglio citando alcune sostanze tossiche note anche nella letteratura criminale e tossicologica: aconito e soprattutto ricina. Quest’ultima, una proteina altamente tossica estratta dai semi del ricino, è diventata negli ultimi mesi una parola ricorrente anche nel dibattito pubblico italiano proprio dopo il caso molisano.

veleno ricina

A colpire non è soltanto la domanda iniziale, ma il tono insistente dei messaggi successivi. Diversi utenti della community, colpiti dalla natura della richiesta, hanno reagito con cautela chiedendo chiarimenti e rifiutandosi di fornire indicazioni concrete. Alcuni hanno esplicitamente scritto di non voler contribuire a qualcosa che potesse risultare pericoloso o illegale.
L’utente, però, ha continuato a intervenire nei commenti sostenendo che ottenere quelle informazioni fosse per lui “importante”. Una dinamica che ha aumentato il disagio di parte della community, fino alla successiva sospensione dell’account. La conversazione, tuttavia, è ancora consultabile online.

Non esiste alcun elemento che colleghi quel post all’inchiesta di Pietracatella, nè gli investigatori hanno mai indicato Reddit come fonte specifica della sostanza eventualmente utilizzata. Tuttavia la coincidenza temporale colpisce perché la richiesta compare proprio nelle ore in cui la tragedia, con la morte assurda di una madre e di sua figlia, si stava consumando in Molise.

Il caso di Pietracatella ha visto gli inquirenti approfondire fin dall’inizio anche il tema dell’eventuale reperimento online di sostanze tossiche, compreso il cosiddetto Dark Web. Ma il post pubblicato da Expensive_Estate1897 mostra anche un altro aspetto, forse meno noto al grande pubblico: molte conversazioni su veleni, tossine e sostanze potenzialmente letali avvengono ormai apertamente su piattaforme accessibili a tutti, senza bisogno di entrare in circuiti criptati.
Per molti adulti o per chi non frequenta questi ambienti digitali, Reddit resta un oggetto quasi sconosciuto. Non è Facebook, non è Instagram e non funziona come i social tradizionali. È un enorme ecosistema di forum tematici — chiamati subreddit — in cui milioni di utenti discutono quotidianamente di qualsiasi argomento, spesso dietro pseudonimi casuali e senza alcuna verifica pubblica dell’identità.

Dentro questo universo si trova di tutto: consigli tecnologici, discussioni scientifiche, cronaca, politica, videogiochi, ma anche thread dedicati a sostanze tossiche, casi criminali e metodi di avvelenamento. In queste aree il nome della ricina compare con una frequenza sorprendente, sospeso tra curiosità morbosa, ossessione per il true crime e interesse pseudo-scientifico.
Non significa necessariamente che chi cerca informazioni su queste sostanze voglia commettere un reato. In molti casi si tratta di utenti attratti da storie criminali, serie televisive o casi celebri. Ma la facilità con cui certe informazioni circolano online continua a interrogare investigatori ed esperti di sicurezza digitale.

Il vero nodo, infatti, non è soltanto la presenza di contenuti inquietanti, ma la difficoltà di controllarli. Sebbene le piattaforme abbiano regole severe contro contenuti violenti o illegali, la quantità enorme di messaggi pubblicati ogni giorno rende la moderazione una rincorsa continua.
Chi scrive spesso si sente protetto dall’anonimato di un nickname generato automaticamente. Eppure le tracce digitali, in presenza di indagini giudiziarie, possono essere ricostruite attraverso indirizzi IP, account collegati, cronologie e dati di accesso.
L’ipotesi che eventuali sostanze tossiche possano essere reperite attraverso internet apre inevitabilmente riflessioni più ampie sul rapporto tra rete e criminalità. Non tanto perché il web “crei” il male, ma perché rende accessibili conoscenze che un tempo restavano confinate in ambienti specialistici o difficili da raggiungere.

Cercare eventuali responsabilità nel caso di Pietracatella spetta esclusivamente alla magistratura. Ma episodi come questo mostrano quanto internet possa trasformarsi rapidamente in uno spazio dove anche sostanze estremamente pericolose vengono discusse con leggerezza, curiosità o inquietante superficialità.