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La bambina di 22 mesi investita dall’auto di famiglia è morta: troppo gravi le ferite riportate

La bambina investita accidentalmente dall’auto guidata dal padre è morta oggi all’ospedale Salesi di Ancona, dove era ricoverata da sabato in condizioni disperate. La conferma da fonti vicine alla famiglia, che sta vivendo una tragedia immensa. Il paese, che aveva vissuto la Carrese nel silenzio e nella preghiera, è sotto choc.

A Portocannone la notizia è arrivata nel tardo pomeriggio, spezzando definitivamente giorni di attesa, preghiere e speranze.

La piccola Caterina, la bambina di appena 22 mesi rimasta gravemente ferita sabato scorso dopo essere stata investita accidentalmente dall’auto guidata dal padre, non ce l’ha fatta. È morta all’ospedale pediatrico Salesi di Ancona, dove era stata ricoverata in condizioni disperate dopo il trasferimento urgente in elisoccorso dal San Timoteo e dove la piccolina è spirata oggi, dopo disperati ma inutili soccorsi prestati dai medici del centro pediatrico specializzato.

Troppo gravi le lesioni riportate, soprattutto a livello cranico. I medici, con i genitori della bambina – Caterina è la loro prima e unica figlia – hanno sperato fino all’ultimo di poterla stabilizzare e sottoporla a un intervento di neurochirurgia, ma il ‘miracolo’ non è accaduto.

Elicottero soccorso bambina
Salesi Ancona

E’ una tragedia di immense proporzioni per la famiglia che ha perso la bambina, nata meno di due anni fa, con una dinamica atroce. Secondo le prime ricostruzioni effettuate dagli investigatori, la vettura, ferma in una zona in pendenza, si sarebbe mossa improvvisamente in retromarcia durante una manovra, travolgendo la bambina. Sotto accusa anche un possibile malfunzionamento del freno automatico, ma comunque un dramma immenso maturato in pochi istanti all’interno della stessa famiglia.

Per giorni il paese aveva sperato in un miglioramento. La piccola Caterina aveva superato le prime notti, ma il quadro clinico era rimasto sempre gravissimo a causa delle pesanti lesioni riportate.

Sull’accaduto continuano le indagini del commissariato di Termoli guidato dal comandante Gabriele Di Giuseppe e coordinate dalla Procura della Repubblica di Larino, che aveva aperto un fascicolo per lesioni nei confronti del padre come atto dovuto per consentire tutti gli accertamenti.

In questi giorni Portocannone aveva vissuto anche la Carrese in un clima completamente diverso dal solito. Erano stati annullati i fuochi della vigilia, la messa del mattino era stata dedicata alla bambina e durante tutta la corsa il pensiero della comunità era rimasto rivolto ad Ancona.