Isernia
|Interdittiva antimafia a un’impresa edile, “Rischio infiltrazioni camorristiche”. Nuovo allarme sul settore dei cantieri
La Prefettura di Isernia colpisce una società del settore edilizio con un provvedimento interdittivo antimafia dopo accertamenti su rapporti “stabili e non occasionali” con ambienti vicini alla criminalità organizzata. Un intervento che riporta l’attenzione su un comparto strategico ma vulnerabile, già segnato nelle ultime settimane da controlli su sicurezza, lavoro nero e irregolarità nei cantieri.
Un’interdittiva antimafia nei confronti di un’azienda edile della provincia di Isernia riaccende l’attenzione su uno dei settori più delicati e strategici dell’economia locale: quello dei cantieri e delle costruzioni, dove si intrecciano grandi flussi economici, appalti, subappalti, manodopera e controlli spesso complessi.
Il provvedimento è stato adottato dalla Prefettura di Isernia nell’ambito delle attività di prevenzione antimafia coordinate dal Gruppo Interforze composto da Questura, Carabinieri, Guardia di Finanza e Direzione Investigativa Antimafia.
Secondo quanto comunicato dalla Prefettura, gli approfondimenti istruttori avrebbero fatto emergere “concreti rischi di infiltrazione mafiosa da parte della criminalità organizzata di matrice camorristica” nei confronti della società, con un quadro definito “organico” di elementi ritenuti indicativi di un possibile condizionamento dell’attività imprenditoriale.
Nel mirino degli investigatori sarebbero finiti in particolare “rapporti stabili e non occasionali, anche di natura familiare”, con soggetti considerati vicini o contigui alla criminalità organizzata.
L’interdittiva antimafia è una misura di prevenzione amministrativa che non equivale a una condanna penale, ma impedisce all’azienda destinataria di intrattenere rapporti economici con la pubblica amministrazione, partecipare ad appalti o ottenere autorizzazioni e concessioni pubbliche.
“Questo provvedimento – ha dichiarato il prefetto Giuseppe Montella – è il risultato di un sinergico e continuo lavoro di squadra da parte delle diverse articolazioni dello Stato operanti a presidio dell’ordine pubblico economico e della libera e leale concorrenza, con l’obiettivo di proteggere il tessuto produttivo della provincia pentra dai rischi di infiltrazione da parte della criminalità organizzata”.
Il caso arriva in un momento in cui il settore edilizio è già al centro dell’attenzione anche per altri motivi. Solo nei giorni scorsi il Nucleo Ispettorato del Lavoro dei carabinieri di Isernia aveva reso noti i risultati di una serie di controlli nei cantieri della provincia: 22 imprese ispezionate, 12 irregolari, tre attività sospese e oltre 110mila euro di sanzioni per violazioni legate alla sicurezza sul lavoro, alla formazione degli operai, alla prevenzione delle cadute dall’alto e persino al lavoro nero.
Due vicende diverse, ma che finiscono entrambe per riportare lo sguardo sul lato più fragile del comparto edilizio: quello dove la pressione economica, la corsa ai lavori, il sistema dei subappalti e la necessità di comprimere tempi e costi possono creare spazi vulnerabili non soltanto sul piano della sicurezza, ma anche su quello della legalità.
L’edilizia continua infatti a rappresentare uno dei settori economicamente più esposti. Bonus, ristrutturazioni, opere pubbliche, manutenzioni straordinarie e interventi infrastrutturali hanno aumentato negli ultimi anni il numero dei cantieri e il volume di denaro in circolazione, rendendo ancora più centrale il tema dei controlli preventivi.
Ed è proprio sul concetto di prevenzione che insiste la Prefettura di Isernia, sottolineando come il provvedimento interdittivo rientri in un’attività di monitoraggio costante finalizzata a “garantire le corrette dinamiche negoziali e scongiurare possibili inquinamenti dell’economia legale”.
Un richiamo che, inevitabilmente, riporta a una domanda più ampia: quanto siano realmente impermeabili i territori più piccoli ai tentativi di infiltrazione nei comparti dove circolano appalti, manodopera e denaro pubblico.


