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Inchiesta “Memory” per 44 imputati tra i quali Roberti: udienza rinviata ancora per difetto di notifica

Terzo rinvio consecutivo per l’udienza preliminare davanti al gup di Campobasso. Il procedimento si è fermato per un difetto di notifica nei confronti di uno degli imputati. Tra i 44 coinvolti anche il presidente della Regione Molise Francesco Roberti, accusato di concorso in corruzione nell’ambito dell’inchiesta DDA su rifiuti, appalti e presunti rapporti con Energia Pulita.

Ancora un rinvio, uno stop prima ancora di entrare nel merito delle accuse. L’udienza preliminare della maxi inchiesta “Memory” della Direzione distrettuale antimafia di Campobasso, che coinvolge anche il presidente della Regione Molise Francesco Roberti, è stata nuovamente rinviata. Oggi il procedimento si è fermato per un difetto di notifica relativo a uno degli imputati, come ha spiegato uno dei legali del Governatore, il penalista Mariano Prencipe. 

La nuova data fissata dal gup è quella del 17 settembre. Si tratta del terzo rinvio consecutivo per uno dei procedimenti giudiziari più rilevanti degli ultimi anni in Molise, sia per il numero degli imputati – complessivamente 44 – sia per il livello delle contestazioni formulate dalla Procura antimafia.

Tribunale Campobasso

Già il 22 gennaio scorso l’udienza preliminare non era partita per problemi legati alle notifiche. Un secondo rinvio era poi arrivato il 12 marzo, quando oltre ad alcune notifiche non perfezionate si era aggiunto anche il legittimo impedimento di uno dei difensori. Oggi un nuovo nulla di fatto: il procedimento resta ancora bloccato alla fase preliminare.

Tra gli imputati più noti figura il governatore molisano Francesco Roberti, eletto presidente della Regione nel 2023 ma coinvolto nell’inchiesta per fatti che, secondo l’accusa, sarebbero avvenuti tra il 2020 e il 2023, periodo in cui ricopriva contemporaneamente gli incarichi di sindaco di Termoli, presidente della Provincia di Campobasso e componente del Consiglio generale del Cosib.

A Roberti la Procura contesta il concorso in corruzione per l’esercizio della funzione. Secondo l’impostazione accusatoria avrebbe messo a disposizione il proprio ruolo istituzionale nell’ambito di un presunto sistema di favori e agevolazioni amministrative che avrebbe riguardato in particolare la società Energia Pulita Srl, precedentemente attiva nel trattamento dei rifiuti nel nucleo industriale di Termoli.

La posizione del presidente della Regione è distinta dalle contestazioni di stampo mafioso mosse ad altri imputati dell’inchiesta e riguarda il filone corruttivo legato ai rapporti tra pubblici amministratori, professionisti e imprenditori del settore rifiuti.

Secondo la ricostruzione della DDA, Roberti avrebbe favorito alcune procedure amministrative e autorizzative attraverso la propria funzione pubblica, ottenendo in cambio utilità personali e professionali. Tra gli elementi contestati figurano anche rapporti di lavoro e incarichi che avrebbero coinvolto la moglie del governatore, tecnico ambientale, anche lei imputata per concorso in corruzione.

L’inchiesta “Memory” rappresenta una delle più vaste operazioni istruite dalla magistratura antimafia molisana negli ultimi anni. Oltre al filone corruttivo, gli investigatori ricostruiscono un presunto sistema criminale tra Molise e Puglia che avrebbe coinvolto traffico illecito di rifiuti, estorsioni, usura e spaccio di droga, con accuse aggravate dal metodo mafioso e collegamenti con ambienti della Società foggiana.

L’udienza preliminare dovrà stabilire se accogliere o meno la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura nei confronti dei 44 imputati. Dopo tre rinvii consecutivi, però, il procedimento non è ancora riuscito ad entrare nella fase sostanziale del confronto processuale.