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Roberti annuncia il ripristino delle fermate Frecciarossa a Termoli, ma sul sito Trenitalia non risulta ancora

La Regione Molise annuncia il ripristino delle fermate Frecciarossa a Termoli dal 14 maggio, ma sul sito di Trenitalia i collegamenti continuano a non risultare acquistabili. Una discrepanza che riapre immediatamente dubbi e polemiche su una vicenda che negli ultimi giorni ha provocato forti proteste sul territorio.

Nella mattinata di oggi la Regione ha diffuso una nota ufficiale sostenendo che “dal 14 maggio l’alta velocità tornerà a fermarsi nella città adriatica”, spiegando che l’interlocuzione con Trenitalia sarebbe stata “costante e quotidiana” per trovare una soluzione alla sospensione temporanea delle fermate legata ai lavori sulla linea ferroviaria.

Nel comunicato si sottolinea come il presidente Francesco Roberti e l’assessore Michele Marone si siano attivati “per rappresentare le esigenze del territorio e dei cittadini molisani”, aggiungendo che la Regione avrebbe contribuito “in maniera determinante alla rapida soluzione della problematica”.

marone roberti

Tuttavia, almeno allo stato attuale, la situazione reale consultabile dagli utenti appare diversa. Le verifiche effettuate sul sito di Trenitalia continuano infatti a mostrare l’impossibilità di acquistare biglietti con fermata a Termoli per alcuni dei Frecciarossa più utilizzati verso il Nord Italia.

In particolare, risultano ancora non prenotabili fino al 13 giugno il Frecciarossa 8828 diretto a Venezia, previsto a Termoli alle 16.20, e il Frecciarossa 8830 diretto a Milano, previsto alle 18.20. Quest’ultimo rappresenta uno dei collegamenti più importanti della giornata perché consente di raggiungere Milano poco prima della mezzanotte, garantendo una connessione serale fondamentale per lavoratori, studenti e viaggiatori provenienti anche dalle aree interne del Molise.

Solo dal 14 giugno – come già annunciato – le fermate tornano effettivamente acquistabili sul sistema di prenotazione, situazione che prosegue nei mesi di luglio e agosto. Ma anche qui emerge un ulteriore elemento destinato ad alimentare interrogativi: da settembre, almeno secondo quanto compare attualmente sul portale Trenitalia, quelle stesse fermate tornano nuovamente soppresse.

È questo il punto che continua a generare maggiore confusione. Da una parte il comunicato regionale parla di “ripristino” dal 14 maggio, dall’altra il principale strumento utilizzato dai viaggiatori — il sistema ufficiale di prenotazione Trenitalia — continua a non consentire l’acquisto dei biglietti per le fermate annunciate come riattivate.

Una situazione che crea inevitabili difficoltà pratiche. Per chi deve organizzare viaggi di lavoro, trasferte universitarie o spostamenti sanitari, il riferimento concreto non è il comunicato stampa istituzionale ma la possibilità reale di acquistare un titolo di viaggio. E al momento, per alcune delle tratte più importanti verso il Nord, questa possibilità continua a non esserci.

La vicenda aveva già provocato forti reazioni politiche e sindacali. Le opposizioni in Consiglio comunale a Termoli avevano presentato una mozione per difendere le fermate dell’alta velocità e la sicurezza della dorsale adriatica, mentre la UilTrasporti Molise aveva definito “inaccettabile” il depotenziamento dell’unica stazione molisana servita dal Frecciarossa.

Il tema si inserisce inoltre in un quadro infrastrutturale già estremamente fragile. Il crollo del ponte sulla Statale 16 al confine tra Molise e Abruzzo, la frana di Petacciato e la riduzione di diverse fermate regionali sulla linea adriatica hanno aumentato il peso strategico della rete ferroviaria per i collegamenti del territorio.

Per questo motivo la questione delle fermate Frecciarossa va oltre il semplice aggiornamento degli orari ferroviari. Il nodo riguarda l’affidabilità delle comunicazioni, la chiarezza delle informazioni fornite ai cittadini e soprattutto la certezza effettiva dei servizi disponibili in una regione che continua a confrontarsi con problemi strutturali di collegamento e mobilità.