Logo
Sfilate, gruppi internazionali e tradizione croato-molisana: la Festa del Maja è un successo

La Festa del Maja 2026 ha richiamato migliaia di persone ad Acquaviva Collecroce nella giornata di venerdì 1° maggio, trasformando il borgo croato-molisano in un grande spazio di festa tra tradizione, musica e partecipazione popolare.

Fin dal mattino le vie del paese si sono riempite di visitatori e residenti accorsi principalmente dai paesi del Molise e dell’Abruzzo per assistere al momento più atteso della manifestazione: la sfilata del Maja, la figura simbolica interamente ricoperta di fiori e vegetazione che rappresenta il risveglio della natura. Il corteo ha attraversato il centro storico accompagnato da canti popolari e dalle esibizioni dei gruppi folkloristici, con una presenza internazionale che ha visto arrivare delegazioni anche da Austria e Croazia, rafforzando il legame culturale con le radici della comunità.

Festa del maia Acquaviva

Il cuore della festa è stato, come da tradizione, Piazza Nicola Neri, nei pressi della chiesa di Chiesa di Santa Maria Ester, dove per tutta la giornata si sono alternati spettacoli, musica dal vivo e momenti di intrattenimento che hanno coinvolto un pubblico numeroso fino a tarda sera. Le esibizioni si sono estese anche lungo le strade del borgo, creando un’atmosfera diffusa che ha coinvolto ogni angolo del paese.

Festa del maia Acquaviva

Grande partecipazione anche per gli spazi dedicati all’artigianato e alle attività per bambini, mentre l’offerta gastronomica ha accompagnato la giornata con piatti della tradizione locale e prodotti tipici. Un mix che ha contribuito a rendere l’evento non solo un momento di spettacolo, ma anche un’occasione concreta di valorizzazione del territorio.

La riuscita della giornata del primo maggio conferma il valore della Festa del Maja come una delle espressioni più autentiche della cultura croato-molisana, presente in pochi centri della regione e custodita con particolare attenzione proprio ad Acquaviva Collecroce. Un patrimonio immateriale che continua a vivere attraverso rituali, lingua e tradizioni tramandate nel tempo e che, anche quest’anno, ha trovato nella partecipazione del pubblico la sua conferma più evidente.