Campobasso
|Ematoma cerebrale ‘curato’ col paracetamolo: anziana deceduta dopo incidente stradale, sette sanitari indagati
Indagato per omicidio stradale anche il conducente dell’auto che avrebbe provocato il grave incidente a Campodipietra il 19 maggio. Dopo cinque giorni di ricovero una donna di 82 anni, che era rimasta ferita, è deceduta: sanitari del Cardarelli indagati per presunte omissioni, emerse anche discrepanze tra i referti trasmessi dall’ospedale in Procura e quelli sequestrati dai carabinieri di Ripalimosani che stanno indagando. Domani l’autopsia.
Ha avuto conseguenze drammatiche l’incidente che si è verificato la mattina del 19 maggio scorso sulla Fondovalle Tappino, la strada che collega Campobasso a Foggia, all’altezza di Campodipietra.
Dopo diversi giorni di ricovero una donna di 82 anni, che era rimasta ferita nello scontro tra le auto e trasportata in ospedale, è deceduta al Cardarelli di Campobasso. Sette sanitari sono indagati per una presunto caso di malasanità, parallelamente si procede per omicidio stradale nei confronti del 24enne che avrebbe provocato il sinistro.
Era la mattina del 19 maggio scorso quando quattro veicoli si sono schiantati sulla Ss 645 (al km 3+400) nei pressi del complesso sportivo M2.
Tre delle quattro persone a bordo delle auto sono state accompagnate al Pronto Soccorso dalle ambulanze del 118, sul posto i carabinieri della stazione di Ripalimosani per i rilievi e gli accertamenti sulla dinamica a cui, in un secondo momento, sono state affidate anche le indagini della Procura di Campobasso che ora procede sia contro il ragazzo che per primo avrebbe perso il controllo del veicolo, sia contro i medici, radiologi e infermieri che non avrebbero compreso la gravità della situazione per la più anziana dei feriti. Una presunta sottovalutazione del caso che l’avrebbe portata alla morte.
C’era anche lei tra i feriti in ospedale: fratture multiple, escoriazioni e altre lesioni più o meno serie; tra sette e trenta giorni di prognosi nei referti dei dimessi. L’84enne, invece, dal Cardarelli non è uscita se non da morta: il 24 maggio scorso il suo cuore ha smesso di battere.
Si trovava nel reparto di Chirurgia dove, dopo circa 24 ore di ricovero in Pronto Soccorso, era stata trasferita per approfondimenti. Vigile e collaborante, ha continuato a riportare il suo malessere ai medici che già nella prima fase di ricovero le avevano prescritto una radiografia cranica.
Quello che non è emerso – o almeno che né il radiologo né i medici avrebbero visto o potuto vedere con la Rx – era un ematoma interno. Quel dolore alla testa sarebbe stato curato per quattro giorni col paracetamolo, come rivelano fonti investigative che ora hanno in mano cartella clinica, prescrizioni e referti finiti in un fascicolo d’indagine sulla scrivania del sostituto procuratore Ilaria Toncini. Da un primo esame sarebbero emerse discrepanze tra i referti trasmessi in Procura e quelli sequestrati dai carabinieri. Un altro punto sul quale sarà necessario fare piena luce.
La pm è la stessa che ha disposto anche il sequestro della salma e l’autopsia che sarà eseguita domani mattina, 29 maggio, all’obitorio del Cardarelli. Un passaggio fondamentale per capire se ci sono state eventuali omissioni nei soccorsi e per accertare le responsabilità dei sanitari che solo poco prima del decesso della paziente avrebbero chiesto una seconda radiografia cranica.
L’esame – urgente – non è stato mai eseguito, la signora è deceduta prima.


