Dalla frana di Petacciato al Giro d’Italia: premio agli operatori che riaprirono l’A14 in 48 ore
La gestione dell’emergenza legata alla frana di Petacciato riattivata il 7 aprile approda oggi sul palco del Giro d’Italia. A Chieti, prima della partenza dell’ottava tappa della corsa rosa diretta a Fermo, la Polizia di Stato ha premiato una delegazione di cento uomini e donne di Autostrade per l’Italia nell’ambito dell’iniziativa “Eroi della Sicurezza”, riconoscimento dedicato all’intervento effettuato nei giorni più critici della chiusura dell’A14 tra Vasto Sud e Termoli.
Il premio riguarda la task force che intervenne dopo la riattivazione del movimento franoso secolare di Petacciato, rilevato la mattina del 7 aprile dal sistema di monitoraggio installato da Aspi. Nel giro di poche ore comparvero profonde lesioni sull’asfalto della carreggiata nord e successivamente anche su quella sud, con spaccature che in alcuni punti raggiunsero oltre un metro di profondità. La decisione di chiudere immediatamente il tratto autostradale fu presa sul posto dai responsabili del Centro Esercizio di Pescara insieme alla Polizia Stradale, mentre il terreno continuava a muoversi in prossimità della sede autostradale.
La temporanea interruzione dell’A14 arrivò appena dopo i giorni più difficili dell’emergenza maltempo che aveva già colpito il basso Molise e l’Abruzzo con alluvioni, smottamenti e interruzioni ferroviarie. Pochi giorni prima si era verificato anche il crollo del ponte sul Trigno lungo la Statale 16. In quel contesto il tratto Vasto Sud-Termoli rappresentava uno snodo strategico per i collegamenti lungo l’Adriatico.
Furono circa cento gli operatori impegnati senza sosta tra tecnici, geologi, ingegneri e addetti alla sicurezza. I lavori interessarono la fresatura dell’asfalto lesionato, il consolidamento del rilevato autostradale, il rifacimento della pavimentazione e le verifiche strutturali sulle barriere.
Determinante fu anche il monitoraggio continuo del movimento franoso. Solo dopo il via libera dei geologi e il rallentamento quasi totale degli spostamenti del terreno partirono gli interventi di ripristino. La riapertura avvenne in tempi molto rapidi: già il 9 aprile venne restituita alla circolazione la carreggiata nord, mentre poche ore dopo fu attivata una deviazione che consentì il transito in entrambe le direzioni. Nel giro di circa 48 ore l’autostrada tornò percorribile, pur con limitazioni temporanee.
Nel racconto dei protagonisti dell’intervento emerge anche il clima di quei giorni. “Abbiamo fatto in modo che neanche un veicolo potesse passare sulla pavimentazione aperta”, ha spiegato l’ingegner Giuseppe Cocozza, uno dei responsabili della gestione dell’emergenza. Nicola Caravaggio, coordinatore del Centro Esercizio competente, ha ricordato invece “settimane devastanti” e la necessità di “restare lucidi e garantire la sicurezza dell’infrastruttura e degli utenti”.
Particolarmente sentito anche il riferimento al crollo del ponte sul Trigno. “Io essendo molisano quella ferita ce l’ho viva nel cuore”, ha dichiarato Cocozza prima di ricevere il riconoscimento consegnato oggi al Giro d’Italia.
Dopo quei giorni difficili, oggi quella gestione dell’emergenza diventa un simbolo nazionale sul palco della corsa rosa.


