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Gli inquirenti tornano nella casa di Pietracatella: sopralluogo a caccia di prove decisive

Scena rimasta intatta dal sequestro: Squadra Mobile e Scientifica lunedì 4 maggio nella casa di Pietracatella per acquisire dispositivi e cercare nuovi elementi utili all’indagine sull’avvelenamento da ricina

Quello di lunedì 4 maggio sarà un passaggio chiave nell’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia Sara Di Vita, 15 anni, decedute a Campobasso subito dopo Natale per avvelenamento da ricina. Infatti la Squadra Mobile di Campobasso e la Polizia scientifica torneranno nella casa della famiglia Di Vita, a Pietracatella, per un nuovo sopralluogo disposto dalla Procura di Larino.

L’importanza dell’accesso non riguarda soltanto il prelievo di telefoni, computer, tablet, chiavette usb e altri dispositivi elettronici appartenuti alle due vittime. Il punto centrale è che quella casa, sequestrata poco dopo la morte di madre e figlia, è rimasta sostanzialmente intatta dopo il provvedimento di sequestro negli ultimi giorni del 2025. La scena non è stata alterata e proprio per questo il sopralluogo potrà offrire agli investigatori la possibilità di acquisire nuovi elementi in un ambiente ancora cristallizzato rispetto ai giorni successivi alla tragedia.

Gli agenti sono attesi nell’abitazione alle 10. Le operazioni saranno svolte con modalità particolarmente attente, per evitare contaminazioni o modifiche dello stato dei luoghi. Verranno rimossi temporaneamente i sigilli, saranno prelevati i dispositivi e gli eventuali altri reperti ritenuti utili, poi l’abitazione sarà nuovamente sigillata. Tutte le attività saranno documentate e filmate.

Gli accertamenti digitali rappresentano una parte importante dell’inchiesta. Cellulari, computer e supporti di memoria potranno essere affidati al laboratorio digitale della Procura di Campobasso per le successive attività di acquisizione forense. L’obiettivo è ricostruire comunicazioni, ricerche, contatti, eventuali file, cronologie e ogni elemento informatico utile a chiarire cosa sia accaduto prima della morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita.

Ma il sopralluogo di domani avrà anche un’altra finalità. Gli investigatori cercheranno possibili tracce, oggetti o elementi materiali che possano dare un nuovo sviluppo alle indagini. La Procura di Larino procede contro ignoti per duplice omicidio premeditato, dopo la conferma della morte per avvelenamento da ricina. Resta invece sempre aperta per omicidio colposo e lesioni colpose l’inchiesta della Procura di Campobasso con cinque medici dell’ospedale Cardarelli tuttora sotto indagine.

Intanto, nella giornata di ieri, Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara, è stato nuovamente ascoltato in Questura a Campobasso. L’audizione, in qualità di persona informata sui fatti, è durata circa cinque ore. Un nuovo passaggio investigativo che si inserisce nella ricostruzione degli ultimi giorni di vita delle due vittime e del contesto familiare in cui è maturata la vicenda.