Logo
Carta docente anche ai precari, il Tribunale di Campobasso dà ragione a un insegnante
foto d'archivio

Il Tribunale di Campobasso riconosce il diritto alla carta docente anche a un insegnante precario. La decisione arriva nell’ambito di uno dei ricorsi promossi dal sindacato ASSIDIL contro il Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Secondo quanto riferito dal sindacato, il giudice del lavoro del Tribunale di Campobasso, dottoressa Barbara Previati, ha accolto le richieste del docente ricorrente, richiamando nei dispositivi anche orientamenti della Suprema Corte sul riconoscimento del beneficio economico ai supplenti.

“La carta del docente era un diritto anche per il personale precario – afferma il presidente di Assifil Alberto Aufiero –. Il Ministero ha sbagliato per anni a non considerare questo diritto per i docenti con contratto a termine ed ora è giusto che paghi. Solo da quest’anno, infatti, il beneficio è stato esteso a tutti i docenti della scuola indipendentemente dalla tipologia del contratto”.

Il sindacato spiega che i ricorsi sono stati seguiti dagli avvocati Quirino Mescia e Andrea Cuccaro e che le sentenze emesse a Campobasso hanno già portato al riconoscimento di oltre 20mila euro complessivi di benefici economici per i ricorrenti, oltre alle spese legali poste a carico del Ministero.

“Continuano gli ottimi risultati dei ricorsi presentati nel Tribunale di Campobasso da parte degli iscritti al sindacato – si legge nella nota – assistiti dagli Avvocati Quirino Mescia e Andrea Cuccaro, i quali hanno ottenuto il riconoscimento della Carta del Docente a favore di docenti precari”.

Assidil ricorda inoltre che è ancora possibile aderire ai ricorsi per il recupero delle somme non percepite negli anni precedenti e annuncia anche una nuova iniziativa legale dedicata al personale ATA.

“Abbiamo aperto le adesioni al ricorso per ottenere il diritto al punteggio pieno nelle graduatorie provinciali del personale ATA che ha svolto servizio militare o civile, come già avviene nei concorsi pubblici”, aggiunge Aufiero, facendo riferimento al decreto legislativo 66/2000.

Il nuovo ricorso punta al riconoscimento integrale del servizio militare e civile nelle graduatorie provinciali permanenti del personale ATA, nell’ambito della battaglia portata avanti dal sindacato contro le disparità di trattamento nei confronti del personale precario della scuola.